L’estate dell’associazione Fili Meridiani ha trasformato Pallagorio in un vivace crocevia di arte, tradizioni e relazioni internazionali. A giugno la Settimana dei Murales Arbëreshë ha portato nel borgo calabrese artisti e studenti del Kosovo, grazie alla collaborazione con Mural Fest Kosova e l’Università di Scienze Applicate di Ferizaj. Le opere d’arte pubblica realizzate si affiancano alle missioni compiute oltre Adriatico tra Albania e Kosovo. Particolarmente significativa è stata la presenza al festival Diaspora n’Pejë nel Comune di Peja, dove la cultura crotonese è stata raccontata anche attraverso lo showcooking delle dromësat, la tipica pasta tradizionale.

La porta aperta di Muzè
Il cuore pulsante delle attività è rimasto lo Spazio Arbëria di Pallagorio, noto come Muzè, che ha accolto visitatori da tutta Italia e dall’estero, con presenze da Germania, Belgio, Canada, Albania e Kosovo.
Un punto d’accesso fondamentale per scoprire la lingua e il territorio, arricchito dalla presentazione del Dizionario Arbëresh dell’Arbëria Crotonese.
Quest’opera, frutto di trent’anni di ricerca sulle parlate di Carfizzi, Pallagorio e San Nicola dell’Alto, raccoglie ben 25.000 lemmi che spaziano dalla fraseologia alla botanica, restituendo una parte essenziale della memoria e dell’identità locale.

La musica incontra i borghi
La programmazione estiva ha visto la musica fare da ponte tra identità e linguaggi differenti. La rassegna Fonirí ha fatto dialogare al Muzè la cultura grecanica e quella arbëreshe, mentre Musiche da Film ha valorizzato i paesaggi attraverso celebri colonne sonore. A completare il quadro è stato il concerto d’autore firmato da Pietro Curci e L’Errante.
L’associazione è andata anche oltre i propri confini partecipando a La Via dei Supporti a San Basile, al Dasa Food Fest a Dasa, a 19 Fuochi a Plataci e all’evento Vino nel Borgo in Arbëria, creando una rete virtuosa tra le diverse comunità.

Le rradizioni per il futuro
I risultati estivi dimostrano come il patrimonio culturale debba essere vissuto e reinterpretato nel presente. “Questa estate abbiamo provato a mettere in pratica una visione sulla quale lavoriamo da tempo: considerare la cultura arbëreshe non soltanto come qualcosa da tutelare, ma come una risorsa capace di generare sviluppo”, ha dichiarato Ettore Bonanno, presidente di Fili Meridiani.
Per la realtà associative, la sfida futura consiste nel consolidare le relazioni costruite con i Balcani e trasformare le singole esperienze in progetti strutturati, dimostrando che l’Arbëria sa essere memoria, comunità e futuro.




























