Fischietti sotto assedio. L’Aia non ci sta: stop violenze! E nel weekend niente arbitri

in Sportprovincia di Calabria
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Il calcio calabrese si ferma, o almeno una parte di esso, per lanciare un grido d’allarme che non può più essere ignorato. I presidenti delle sezioni e del comitato regionale dell’Associazione Italiana Arbitri della Calabria hanno preso una posizione drastica dopo l’ennesimo atto di brutalità consumatosi sul rettangolo verde. La decisione arriva come risposta a una spirale di aggressioni che sta colpendo i direttori di gara, figure essenziali per il gioco ma troppo spesso trasformate in bersagli.

Fatti inaccettabili

Attraverso una nota ufficiale, i vertici dell’Aia calabrese hanno ribadito la loro ferma condanna verso ogni forma di violenza, sottolineando come tali episodi minino le basi stesse dello sport e mettano a rischio giovani che scendono in campo solo per passione.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è caduta il 4 marzo scorso, durante la sfida tra lo Sporting Ceramida e l’Asd Sinopolese, gara valida per il girone G del campionato di Terza categoria. In quell’occasione, il direttore di gara è stato vittima di una vera e propria aggressione fisica.

I presidenti dell’Aia hanno espresso profonda amarezza e stanchezza per il ripetersi di comportamenti definiti ignobili, che non hanno nulla a che fare con i valori di lealtà e rispetto.

“I gravi fatti accaduti rappresentano l’ennesimo episodio inaccettabile che colpisce non solo l’arbitro coinvolto ma l’intero movimento calcistico regionale”, si legge nel documento sottoscritto dai dirigenti arbitrali.

Uno stop simbolico

Per dare un segnale concreto, è stata decisa la sospensione delle designazioni per tutte le partite di Terza Categoria previste per questo fine settimana in tutta la regione.

Non si tratta di una semplice pausa, ma di un atto politico e sportivo volto a scuotere le coscienze di società, calciatori e tifosi. La scelta di fermare solo questa categoria non è casuale: è proprio qui che, statisticamente, si registra la maggiore frequenza di episodi violenti o antisportivi.

Gli arbitri chiedono una riflessione seria sulla situazione del calcio dilettantistico, evidenziando che la sicurezza di chi deve far rispettare le regole deve essere considerata una priorità assoluta.

La tutela necessaria

L’iniziativa, condivisa idealmente con la Lnd, l’Associazione Italiana Calciatori e l’Associazione Italiana Allenatori Calcio, punta a restituire al calcio il suo ruolo educativo.

“La violenza non può trovare alcuna giustificazione né spazio nei nostri campi di gioco”, dichiarano i presidenti delle sezioni calabresi, auspicando che questo gesto di responsabilità porti a un’azione coraggiosa per ripristinare un clima di civiltà.

L’obiettivo finale è che il calcio torni a essere esclusivamente un luogo di crescita, passione e divertimento, dove l’incolumità di ogni protagonista sia garantita sopra ogni risultato agonistico.

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