Nella Piana di Gioia Tauro, dopo gli incendi dolosi dell’estate, la Cooperativa Valle del Marro-Libera Terra subisce un nuovo attacco. I soci hanno scoperto due furti di ingenti quantità di agrumi biologici, pronti per la commercializzazione nella grande distribuzione, tra cui Unicoop Firenze e gruppi di acquisto solidale.
La cooperativa a rischio
Gli episodi, avvenuti nello stesso agrumeto di località Sovereto il 26 novembre e il 1° dicembre, mettono a rischio la tenuta finanziaria della cooperativa che gestisce terreni confiscati alla ‘ndrangheta.I raccolti di fine anno, come arance, clementine, olive e kiwi, sono cruciali per coprire i costi agronomici, in un contesto già complicato da mancanza di titoli comunitari e finanziamenti insufficienti.
La minaccia al lavoro
Domenico Fazzari, socio della cooperativa, denuncia una situazione insostenibile che minaccia il lavoro dignitoso per braccianti ex sfruttati e il sostegno alle famiglie, educando i giovani contro la mentalità mafiosa.Questi furti colpiscono il valore etico del riutilizzo sociale dei beni, presidio di legalità nella lotta alla ‘ndrangheta, che basa il suo potere sul controllo territoriale.Il Pd calabrese, con il segretario Nicola Irto, parla di attacco al riscatto della Calabria e chiede al governo maggiore vigilanza e tutela per queste realtà.Il sindaco di Gioia Tauro e la società civile invocano invece responsabilità condivisa per proteggere queste esperienze di cittadinanza attiva, che dimostrano come il cambiamento sia possibile nonostante le difficoltà.




























