Futuro del centro storico di Crotone, Architetti protestano: “esclusi dal dibattito pubblico”

in Infrastruttureprovincia di Crotone
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L’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia pitagorica ha espresso il proprio rammarico per non esser stato coinvolto nell’incontro pubblico dal titolo Prospettive a confronto per il futuro del centro storico di Crotone, previsto per il prossimo 14 settembre nella Sala Consiliare del Comune. Come evidenziato dallo stesso Ordine, l’iniziativa affronterà argomenti ritenuti di rilievo primario come la rigenerazione urbana, la sicurezza, la qualità degli spazi e il recupero degli edifici storici. Si tratta di materie sulle quali i professionisti del settore svolgono da sempre un ruolo centrale e l’assenza di un proprio rappresentante tra i relatori appare singolare, considerando l’impegno costante dimostrato dall’ente territoriale su questi temi.

Un impegno pluriennale

L’organizzazione professionale da anni promuove infatti momenti di formazione e approfondimento volti a considerare la riqualificazione come un percorso complesso.

L’architetto Giovanni Gentile, presidente dell’ordine, e il collega Alessandro Formaro, segretario dell’ente, ricordano che la trasformazione della città richieda una visione aperta e multidisciplinare.

Il recupero del nucleo antico non può quindi ridursi a semplici interventi edilizi isolati, ma esige un’integrazione attenta tra conservazione, accessibilità, tutela del paesaggio, sostenibilità e pianificazione urbanistica. Gli specialisti operano quotidianamente in questo campo e garantiscono da tempo un contributo concreto al dibattito locale.

L’auspicio per il futuro

I vertici dell’ordine sottolineano pertanto che il loro disappunto non intende mettere in discussione il valore delle altre figure professionali invitate al tavolo. L’auspicio è che l’episodio rappresenti solo una mancata interlocuzione occasionale.

Ci si augura quindi che nelle prossime occasioni dedicate alla rigenerazione cittadina sia garantito un dialogo inclusivo e coordinato. Il cuore antico del capoluogo costituisce infatti un patrimonio collettivo irrinunciabile che merita un percorso di crescita condiviso, partecipato e con il pieno supporto di tutte le competenze tecniche del territorio.

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