Lo straordinario valore della castagna sulla tavola, quale ingrediente di innumerevoli preparazioni gastronomiche, in abbinamento a vini che ne esaltano gusto e deliziano il palato. La castagna fonte di benessere. Alimento della tradizione. Pianta che caratterizza il paesaggio. La castanicoltura che ha contraddistinto la realtà di comunità agricole e territori, che riscoperta potrebbe essere fonte di sviluppo anche oggi.
Questi alcuni degli aspetti sui quali ci si è soffermati nel corso dell’evento Tradizione da gustare, tappa a Guardavalle del progetto di cooperazione interterritoriale “Sviluppo dell’associazionismo fra le aree castanicole calabresi” (misura 19.3.), che il Gal “Serre Calabresi” sta portando avanti per promuovere la filiera castanicola e che condivide con i Gal “Sts – Savuto, Tirreno, Serre Cosentine Terre Brettie” in qualità di capofila, “Terre Vibonesi”, “Due Mari”, “Kroton”, “Batir” e “Valle Crati”.
«Si tratta di progetti pilota – ha spiegato il direttore del Gal “Serre Calabresi”, Carolina Scicchitano – che rappresentano un valore aggiunto, in questo caso, per la promozione del prodotto, per creare un’identità territoriale, per promuovere la competitività nella dimensione produttiva. L’obiettivo è creare rete tra aziende, imprese e operatori del territorio. Nel territorio del Gal “Serre Calabresi” c’è una realtà importante nel settore castanicolo, la Cooperativa “Il Frutto” del Basso Ionio catanzarese. Rendersi competitivi significa ottenere migliori risultati in termini di prezzo e vendite. Nell’ottica di far crescere la rete territoriale, riprendendo una coltivazione tradizionale, sono state condotte due indagini, un’analisi conoscitiva, a livello regionale, sulle aree castanicole calabresi e una realizzata nell’area del Gal “Serre Calabresi”, da parte dei tecnici dell’Ufficio di Piano, Luca Rotiroti e Raffaele Campagna, per capire quali potrebbero essere le opportunità per il territorio e quali interventi possono essere attuati nella nuova Strategia di sviluppo».
Il sindaco di Guardavalle, Giuseppe Caristo, ha dichiarato essere di fondamentale importanza parlare di castanicoltura. La castagna è un prodotto che fa rivivere emozioni del passato, connota il paesaggio delle colline e delle montagne dell’entroterra. La raccolta in autunno, oltre il castagneto, rivela l’esistenza di posti bellissimi da rivalutare e valorizzare. A Guardavalle sta per aprire un ufficio turistico, ha informato. Al mondo della castagna bisogna avvicinare i giovani, ha osservato. Anche Guardavalle ha una tradizione vinicola che potrebbe essere valorizzata insieme alla castagna sotto il profilo enogastronomico.
Il direttore del Gal ha poi tenuto a ringraziare i partner della serata: il Comune di Guardavalle, Slow Food “Soverato – Versante Ionico”, l’Associazione Provinciale Cuochi Catanzaresi e le Cantine Merenda. Pasquale Perronace, presidente di Slow Food “Soverato – Versante Ionico”, ha affermato che la castagna è «frutto della terra, della memoria e della comunità», che «è anche un prodotto di socialità: si raccoglie insieme, si arrostisce insieme, si condivide. È legata alle festività più sentite».




























