La comunità di Gallico si è riunita per un momento di profonda commozione e riconoscimento civile in occasione dell’intitolazione di una via dedicata a Vincenzo Martino. Alla cerimonia hanno preso parte il presidente della commissione toponomastica Domenico Cappellano e l’assessore Alex Tripodi, quest’ultimo in rappresentanza ufficiale dell’amministrazione comunale.
La presenza dei familiari del decorato e di numerosi cittadini ha conferito all’evento un carattere di partecipazione sentita e solenne, trasformando un atto burocratico in un momento di autentica condivisione storica.
La storia e il sacrificio
Vincenzo Martino, nato a Gallico il 20 novembre 1900, rappresenta una delle tante figure che hanno intrecciato il proprio destino con le vicende belliche del secondo conflitto mondiale. Arruolato nella Real Marina con il grado di sottocapo nocchiere, perse la vita il 5 dicembre 1942. Il suo sacrificio avvenne nelle acque del Mediterraneo centrale, in seguito all’affondamento del traghetto Aspromonte.
La scoperta della targa toponomastica durante la cerimonia non è stata solo un omaggio formale, ma un modo per restituire alla memoria collettiva una testimonianza di dedizione al dovere e attaccamento alla patria.
L’identità comunitaria
Il gesto simbolico di dedicare una strada a Vincenzo Martino risponde alla volontà di rafforzare il legame tra il territorio e la sua identità storica. Attraverso questa nuova intitolazione, lo spazio pubblico diventa un libro aperto capace di raccontare alle future generazioni le storie personali che hanno contribuito a formare la coscienza del Paese.
Il clima di raccoglimento che ha accompagnato l’intera manifestazione testimonia come il ricordo dei caduti resti un valore centrale per la popolazione locale, capace di unire istituzioni e cittadini nel segno del riconoscimento e del rispetto.
Una memoria che vive
Da oggi, la via intitolata al sottocapo nocchiere smette di essere un semplice riferimento geografico per diventare un presidio di memoria attiva. La presenza costante del suo nome nel tessuto urbano assicura che il racconto del suo coraggio non svanisca con il passare del tempo.
L’amministrazione comunale, attraverso le parole di Alex Tripodi e l’impegno di Domenico Cappellano, ha sottolineato l’importanza di queste iniziative per mantenere viva la consapevolezza delle radici della comunità, onorando chi ha pagato con la vita il proprio servizio alla nazione.




























