La straordinaria affluenza di visitatori ha segnato in modo netto il successo della seconda edizione di Grimaldi Enoica Co‑Wine Festival, trasformando il borgo del Savuto in un vivace crocevia di appassionati, esperti, sommelier e curiosi. L’evento ha superato i numeri dello scorso anno, confermando una crescita costante e dimostrando la capacità di raccontare il vino come esperienza culturale, incontro e condivisione, regalando a Grimaldi una delle sue notti più intense. Le masterclass, andate tutte sold out, hanno evidenziato la grande voglia di approfondimento tecnico da parte del pubblico. Un momento di forte valore simbolico è stato la consegna del Grimaldello d’Oro e delle Benemerenze Civiche a figure di rilievo che rappresentano le radici e l’eccellenza del territorio.
La rete dei sostenitori
Il Sindaco di Grimaldi, comune appartenente alla rete Città del Vino, ha confermato il pieno sostegno dell’amministrazione a una manifestazione che punta a diventare un riferimento nel panorama vitivinicolo regionale.
La prospettiva è già rivolta alla terza edizione, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente il coinvolgimento locale. La riuscita della manifestazione è stata resa possibile dal lavoro di squadra tra produttori, sommelier, le competenze di Arsac, i punti food, l’Anc di Marzi e i vari sponsor.
L’Associazione Grimaldi in Rosso ha espresso profonda gratitudine verso tutti i partecipanti e i partner che hanno reso questa seconda edizione la solida base su cui costruire il futuro del festival.
Un festival diffuso
Grimaldi Enoica 2026 ha animato l’intero centro storico attraverso la formula del festival diffuso, toccando luoghi simbolici come Palazzo di Città, Largo Albo, Largo Palmerini e Piazza Amantea.
Le masterclass hanno visto protagonisti grandi nomi del settore: Luca Gardini ha guidato il viaggio nel Gaglioppo; Paola Restelli e le Donne del Vino Calabria hanno raccontato la rinascita dei bianchi; Angelo Peretti ha esplorato la contemporaneità dei rosati; Chiara Giannotti ha approfondito il tema della Calabria ad alta quota; Luca Grippo ha condotto la degustazione dedicata al Magliocco Dolce, vitigno identitario del Savuto.
I talk culturali hanno visto le presentazioni dei libri di Angelo Peretti (Il profumo del bicchiere mezzo pieno) e di Massimo Tigani Sava, focalizzato sulle radici identitarie calabresi.
Il programma è stato arricchito dai banchi d’assaggio, dal Social Garden e dalle degustazioni sensoriali bendate curate da Valentina Cozmuta, Cristina Raffaele, Claudia Maremonti e Guglielmo Gigliotti.
A completare la notte di festa, la musica di DJ Kerò, Bruno Marrazzo, Luigi D’Alife, Rocco Riccelli, Alessandro Di Cello e Tropicana ha intrecciato vino, territorio e comunità.




























