Guerra, speranza e inchiostro: libro-verità del professor Felice Izzi

in Tempo liberoprovincia di Calabria
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L’Università delle generazioni di Badolato si conferma un presidio attento alla storia e alle attività intergenerazionali, ponendo un accento particolare sul valore dei diari di guerra e di prigionia militare. L’obiettivo è mantenere costante l’attenzione e l’allarme sulla follia di ogni conflitto, specialmente in un’epoca come quella attuale, dove le tensioni armate minacciano l’esistenza stessa dell’umanità.

Un diario sofferto

Riflettere sulle atrocità del passato diventa quindi uno strumento per comprendere la barbarie umana e opporsi agli scontri tra potenze.

In questo contesto si inserisce il recente libro del professore Felice Izzi, intitolato Guerra, speranza e inchiostro, un’opera dove il termine inchiostro simboleggia la memoria scritta come monito contro la violenza sociale più devastante.

Il meticoloso lavoro storico di Felice Izzi si sviluppa in 420 pagine e 33 capitoli, attraverso i quali viene riportato, commentato e contestualizzato il diario della prigionia in Germania di Gerardo Arturi di Sellia.

Le annotazioni partono dal settembre 1943 e arrivano all’agosto 1945, scritte dal giovane Gerardo Arturi tra le privazioni di un campo di concentramento tedesco.

Il testo non è solo una documentazione di sofferenza, ma un promemoria universale per vincitori e vinti sulla tragedia bellica. Il volume è arricchito da foto d’epoca e documenti, estendendo il racconto anche ai fratelli del protagonista: Rosario, deportato in Austria, e Giuseppe, internato in Montenegro.

La storia della famiglia Arturi diventa così l’emblema di come gli imperialismi del ventesimo secolo abbiano travolto intere esistenze, con dinamiche che purtroppo ricordano i pericoli globali odierni.

> La copertina del libro di Felice Izzi

L’orgoglio calabrese

Questo progetto editoriale rappresenta un prezioso prodotto socioculturale interamente realizzato in Calabria. L’autore Felice Izzi e l’editore La rondine hanno base a Catanzaro, la stampa è avvenuta a Reggio Calabria e le vicende narrate coinvolgono le comunità di Sellia e Davoli.

Nel corso del 2025, l’opera ha riscosso un notevole successo in vetrine prestigiose come il Salone del libro di Torino e la rassegna Gutenberg Calabria.

Il libro è entrato anche nelle scuole, come l’istituto alberghiero di Soverato tramite il progetto Io leggo perché, ed è stato protagonista di momenti di riflessione durante la Giornata della memoria il 27 gennaio e la Festa della liberazione il 25 aprile.

Un segno tangibile dell’impatto di questa ricerca è l’intitolazione del nuovo plesso della scuola d’infanzia di Sellia marina a Rosario Arturi, primo laureato della sua comunità.

L’eredità preziosa

Un ruolo fondamentale nella nascita di questo volume è stato svolto dalla professoressa Anna Arturi, figlia di Gerardo, la quale ha riscoperto il manoscritto paterno mettendolo a disposizione del pubblico e offrendo consulenza costante all’autore.

La sua testimonianza sottolinea il valore emotivo di documenti che hanno rischiato di restare nell’ombra: “Queste carte sono il sangue, il cuore, il dolore e la fame di chi le ha scritte; e questo libro onora la memoria dei miei cari, ma anche di tutti coloro che sono morti per un domani di pace”, ha dichiarato la professoressa Anna Arturi.

Grazie a questo impegno corale, la voce di chi ha vissuto l’orrore continua a parlare alle nuove generazioni, trasformando il dolore privato in un patrimonio collettivo contro l’indifferenza.

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