Un profondo dolore e una richiesta ferma di verità accompagnano il ricordo di Giuseppe Pisano, giovane che per molti anni ha frequentato il Centro per ragazzi diversamente speciali promosso dall’associazione Patto di Solidarietà. Attraverso una nota firmata dal presidente Giacomo Saccomanno, il gruppo ha espresso il proprio cordoglio alla famiglia del ragazzo, cogliendo l’occasione per sollevare un’amara riflessione sullo stato dell’assistenza destinata alle persone più vulnerabili.
Il ricordo e la forza del gruppo
Giuseppe è stato tra i protagonisti delle attività organizzate negli anni dal Patto di Solidarietà, momenti vissuti all’insegna della condivisione e dell’inclusione. «Sono stati momenti di gioia per tanti ragazzi che dimostravano tutta la loro felicità nel trascorrere insieme giornate diverse rispetto alla quotidianità», ricorda Saccomanno.
Un percorso cresciuto nel tempo: partito da una naturale ed iniziale diffidenza, il gruppo si era trasformato con le settimane in una squadra coesa e consapevole, in grado nell’ultimo periodo di decidere in autonomia le proprie attività. «Superata la diffidenza iniziale, Giuseppe e gli altri manifestavano un attaccamento e una gioia infiniti. La ricompensa più grande per tutti noi erano i loro sorrisi», aggiunge il presidente. Un’esperienza virtuosa interrotta purtroppo dallo scoppio della pandemia da Covid-19, che ha impedito la ripresa delle attività del Centro nonostante i reiterati tentativi di riapertura.
L’appello alla magistratura
La scomparsa prematura di Giuseppe ha scosso l’intera comunità associativa. «Vedere spegnersi un ragazzo che aveva solo la voglia di vivere normalmente è un dolore che ci tocca tutti», si legge nel comunicato.
In merito alle indiscrezioni e alle voci che circolano sulla vicenda, il Patto di Solidarietà ha scelto una linea di fermezza e rispetto, evitando di alimentare speculazioni. L’associazione chiede però un impegno preciso agli inquirenti: «Chiediamo, con rispetto e senza alcuna strumentalizzazione, che Forze dell’Ordine e Magistratura facciano piena luce su quanto accaduto: la verità è un diritto della famiglia e di tutti noi».
“Saremo vigili e resteremo accanto alla famiglia di Giuseppe, perché la sua storia non venga dimenticata e perché la sua morte non resti senza risposta. I cittadini onesti devono fare tutto ciò che è in loro potere per conoscere la verità”.
L’assistenza pubblica alle fragilità
La tragedia di Giuseppe pone l’accento su un problema strutturale non più rinviabile: il ruolo della rete pubblica a sostegno della disabilità. Senza intendere fare polemiche, il presidente Saccomanno pone interrogativi sui servizi forniti dal sistema sociale: «Quale reale assistenza offrono oggi le istituzioni alle persone più fragili? Le risposte, troppo spesso, sono insufficienti».
I ragazzi con disabilità rappresentano una risorsa fondamentale per la comunità, ma la carenza di strutture e di continuità assistenziale rischia di lasciarli soli, senza il giusto riconoscimento del loro valore umano e sociale. Il Patto di Solidarietà rinnova infine il proprio impegno a rimanere al fianco della famiglia Pisano e a non abbassare la guardia sulla tutela dei diritti dei più deboli.




























