Il polo culturale Mattia Preti di Palazzo Campanella ha ospitato l’evento dal titolo Il Futuro è Adesso – Per un nuovo umanesimo digitale, un’iniziativa promossa dal Corecom Calabria per tracciare il bilancio di un percorso triennale che ha visto l’istituzione attiva nelle scuole, nelle comunità e nei contesti di fragilità giovanile.
L’incontro ha delineato l’immagine di una regione che non si limita a rincorrere le trasformazioni tecnologiche, ma si propone come un vero e proprio laboratorio nazionale di responsabilità comunicativa ed educativa.
Il presidente dell’organismo, Fulvio Scarpino, ha aperto il confronto sottolineando come gli strumenti digitali non si limitino a occupare lo spazio fisico dei dispositivi, ma influenzino direttamente i processi cognitivi e relazionali delle giovani generazioni. In questo scenario, il ruolo degli adulti e dei genitori diventa cruciale nel recuperare la capacità di ascolto e il valore del limite educativo, necessario per proteggere i ragazzi dall’isolamento virtuale.
Anche il capo di gabinetto della presidenza del consiglio regionale, Carmelo Nucera, ha espresso parole di apprezzamento per l’operato del comitato, evidenziando l’importanza delle tracce lasciate sul territorio attraverso un dialogo intergenerazionale costante.
Intelligenza artificiale, etica dell’informazione e democrazia
Il dibattito è entrato nel vivo affrontando il delicato rapporto tra l’evoluzione tecnologica e la tenuta dei sistemi democratici. Il vicepresidente del Corecom, Mario Mazza, ha posto l’accento sui rischi di una massificazione del pensiero derivante da un uso acritico dell’intelligenza artificiale, che potrebbe indebolire lo spirito critico necessario per compiere scelte democratiche consapevoli.
Sul fronte dell’informazione, il presidente dell’ordine dei giornalisti della Calabria, Giuseppe Soluri, ha ribadito il valore insostituibile del giornalismo come servizio pubblico basato sulla verifica, sul contatto diretto con la realtà e sulla sensibilità umana, elementi che nessuna macchina può replicare.
Dello stesso avviso il direttore della sede Rai calabrese, Massimo Fedele, che ha ricordato la collaborazione avviata con l’istituzione regionale e ha evidenziato come l’algoritmo possa supportare i processi creativi e produttivi ma non debba mai sostituire l’etica professionale. Le insidie legate alla disinformazione organizzata sono state analizzate da Carlo Maria Parisi, il quale ha messo in guardia dai rischi di manipolazione quando l’algoritmo diventa l’unico filtro della verità. In questo contesto, il componente del comitato Pasquale Petrolo ha indicato nella media education la via principale per strutturare luoghi di orientamento etico e civile all’interno della rete.
Algoretica e responsabilità educativa per le nuove generazioni
Il fulcro etico della giornata si è espresso nelle parole di monsignor Attilio Nostro, vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea e figura di riferimento dell’osservatorio media e minori. Il presule ha parlato agli studenti di algoretica, ovvero l’etica applicata agli algoritmi, mettendo in guardia i giovani dal rischio di delegare inconsapevolmente le proprie decisioni a sistemi automatizzati e denunciando la semplificazione culturale degli slogan pubblicitari. A portare l’esperienza concreta dei progetti sul campo è stato il professor Antonio Viscomi, direttore del centro di ricerca Digital Lab, che ha illustrato i risultati del tour formativo che ha coinvolto circa cinquecento studenti in percorsi dedicati alla prevenzione dei reati telematici e del cyberbullismo.
La continuità di questa azione educativa è garantita anche da strumenti tecnologici innovativi come Morgana, la chatbot ufficiale del comitato presentata dal direttore Maurizio Priolo, concepita come un archivio permanente di contenuti validati a disposizione delle scuole.
Il mondo delle professioni e dei diritti ha trovato voce nell’intervento di Rosario Maria Infantino, presidente dell’unione ordini forensi regionali, che ha esortato i giovani alla preparazione personale come massima forma di libertà di fronte alle sfide legali poste dall’identità digitale. Sul fronte istituzionale, Francesco Antonio Chindemi ha proposto la metafora dell’intelligenza artificiale come copilota, lasciando sempre alla persona il comando delle decisioni.
Una carta calabrese per governare la transizione tecnologica
La sessione dedicata alla comunità educante ha visto la partecipazione del direttore di Calabria 7, Mimmo Famularo, che ha invitato i ragazzi a trovare nella scuola e nella famiglia i presidi di legalità e identità necessari per non cedere alle lusinghe dei modelli negativi diffusi sul web. Il professor Carlo Gelosi, dell’università Dante Alighieri di Reggio Calabria, ha concluso i lavori ammonendo sul pericolo che l’essere umano smetta di esercitare le proprie facoltà intellettive delegandole alla tecnologia.
A chiusura dell’evento, il presidente del consiglio regionale Salvatore Cirillo ha espresso il proprio plauso per l’alto valore sociale delle attività del Corecom, ribadendo la necessità di governare l’innovazione tecnologica ponendola sempre al servizio dei diritti fondamentali della persona. Il percorso si candida così a diventare un modello di riferimento sul piano nazionale, con la proposta concreta di redigere una carta calabrese per l’umanesimo digitale volta a proteggere e formare le menti dei più giovani.































