Il racket alza la voce, a fuoco mezzi Soseteg. Azienda: “non ci fermeranno”

in Cronacaprovincia di Reggio Calabria
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La notte di Sinopoli, nel cuore del Reggino, è stata illuminata dal fuoco della violenza criminale. Due mezzi meccanici della società Soseteg Spa sono stati avvolti dalle fiamme in quello che appare come un chiaro e brutale atto intimidatorio. A denunciare l’accaduto è stata la stessa azienda, leader nel settore della posa della fibra ottica, attraverso un messaggio carico di determinazione diffuso sui social.

La resistenza dell’azienda

Nonostante il danno materiale, la risposta dei titolari è stata immediata e coraggiosa, ribadendo la volontà di non cedere ai ricatti della criminalità organizzata che tenta di soffocare lo sviluppo del territorio.

La posizione della Soseteg contro la ‘ndrangheta è nota da tempo e questo attacco viene interpretato come il prezzo da pagare per una scelta di legalità senza compromessi.

“C’è chi distrugge nella notte e chi costruisce alla luce del sole. Questa notte due nostri mezzi sono stati dati alle fiamme. Un atto vile, un attacco diretto al nostro lavoro e alla nostra libertà”, hanno dichiarato i responsabili dell’impresa.

Per la società, il fuoco può distruggere il ferro ma non la dignità o le idee di chi ha deciso di connettere la Calabria al futuro. La nota prosegue con una sfida aperta agli attentatori, assicurando che le attività di scavo e di cablaggio non subiranno alcuna interruzione.

La solidarietà sindacale

L’episodio ha sollevato un’ondata di sdegno che ha unito istituzioni e rappresentanze dei lavoratori. La Fillea Cgil, attraverso le parole del segretario generale per la Calabria, Simone Celebre, e del segretario dell’area metropolitana di Reggio Calabria, Endrio Minervino, ha espresso una profonda e convinta solidarietà.

Il sindacato ha definito l’incendio dei macchinari come un’offesa diretta alla libertà d’impresa in una regione che ha fame di sviluppo. Secondo i rappresentanti della Sigla, colpire un’azienda sana che ha scelto di schierarsi apertamente contro i clan significa voler spegnere la speranza di cambiamento di un’intera comunità.

La richiesta di giustizia

Oltre alla solidarietà, dal mondo sindacale arriva un sollecito pressante alle autorità inquirenti affinché si faccia piena luce sulla vicenda in tempi brevi.

Per la Fillea è fondamentale che lo Stato e la società civile facciano sentire la propria presenza fisica e costante accanto a chi non si piega.

La lotta alla criminalità – sottolineano Celebre e Minervino – si vince infatti restando uniti e continuando a lavorare a testa alta, impedendo che simili gesti possano riportare indietro le lancette dell’orologio della legalità.

La determinazione della Soseteg e il supporto della Fillea Cgil dimostrano che il tessuto produttivo calabrese possiede gli anticorpi necessari per resistere alle intimidazioni.

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