Infrastrutture idriche, Pniissi: Corte dei Conti punta l’indice sull’incompiuta calabrese

in Infrastruttureprovincia di Calabria
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Il Collegio del controllo concomitante della Corte dei conti ha approvato l’analisi sullo stato di avanzamento del Pniissi, il Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico, di cui è titolare il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

Un piano da 12 miliardi

Il Piano, adottato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri nell’ottobre 2024, mira a mitigare i danni connessi alla siccità e a potenziare dunque le infrastrutture idriche. Raccoglie 562 istanze provenienti dal territorio e si articola in 418 opere, tra invasi, derivazioni, adduzioni e acquedotti, per un fabbisogno totale di circa 12 miliardi di euro.

L’attività istruttoria della Corte, si è incentrata sull’andamento generale delle azioni previste, con l’esame di alcuni specifici progetti sul territorio nazionale, selezionati a campione.

In considerazione di alcune criticità emerse nel corso dell’attuazione di alcuni interventi, la magistratura contabile ha formulato una serie di raccomandazioni, volte a garantire l’efficienza e l’efficacia dell’agire amministrativo.

Le criticità esposte al Mit

Al Ministero delle infrastrutture, in particolare, sono state sollecitate soluzioni idonee a verificare il rispetto puntuale dei cronoprogrammi per ogni azione inclusa nel Piano, compresa l’implementazione degli indicatori di misurazione dello stato di avanzamento fisico e finanziario delle opere e il rafforzamento di meccanismi di controllo diretto sugli interventi.

La Corte ha, infine, suggerito al dicastero l’attivazione di misure finalizzate al superamento delle stasi procedurali riscontrate nella fase di esecuzione del Piano, specificamente illustrate nel provvedimento.

Le acque calabresi

Tra gli interventi attenzionati in fase istruttoria – e quanto alla nostra regione – c’è il completamento della galleria di derivazione dall’invaso della Diga di Castagnara, situata sul fiume Metramo, nelle Serre Calabresi, tra Galatro e San Pietro di Caridà, nel reggino.

Si tratta di un’opera complessa che mira a collegare lo sbocco della galleria alle varie utilizzazioni intersettoriali, includendo la realizzazione dell’impianto di potabilizzazione di Laureana di Borrello e di una centrale idroelettrica.

L’intervento, originariamente inserito nel Piano straordinario del settore idrico con il decreto ministeriale 526 del 2018, rappresenta un tassello fondamentale per la sicurezza e l’efficienza degli approvvigionamenti della regione.

I ritardi burocratici

Nonostante l’importanza strategica, il percorso non è stato privo di intoppi. Il Ministero ha infatti evidenziato come, fin dalle prime fasi, si siano manifestati elementi ostativi che hanno frenato l’avvio dei lavori.

Tra i nodi principali figurano il ritardo nell’adeguamento alle clausole stabilite da Arera per il sistema idrico integrato, traguardo raggiunto solo nel 2022, e un acceso contenzioso amministrativo avviato dai proprietari dei terreni espropriati lungo il tracciato della galleria.

Queste criticità hanno spinto il dicastero ad attivare un monitoraggio rinforzato per vigilare su un’opera che rischiava di rimanere l’ennesima incompiuta.

Strategie per la ripartenza

Per sbloccare lo stallo, nel corso del 2025 si sono susseguiti incontri tra i rappresentanti del dicastero, la Regione Calabria e gli altri enti coinvolti.

La strategia emersa punta a una profonda riorganizzazione del progetto originario. Se inizialmente l’opera era divisa in quattro lotti, la Regione ha proposto una rimodulazione in due nuovi lotti funzionali e connessi.

Il lotto 1, focalizzato sulla galleria di derivazione e sulla condotta di adduzione, potrà contare sul finanziamento originario di 26,5 milioni di euro; il lotto 2, che comprende il potabilizzatore e il collegamento al serbatoio di Laureana, sarà invece sostenuto da risorse alternative provenienti dal Poc 2014 2020 e dal fondo Fsc.

Gli impegni per il futuro

La visione d’insieme prevede anche l’apporto di capitali privati. Per le componenti relative alla centrale idroelettrica e ad altre adduzioni, la Regione Calabria ha infatti ipotizzato un’operazione di project financing per un valore di circa 23milioni di euro, cercando investitori interessati alla futura gestione energetica.

Il Mit ha accolto positivamente questa nuova suddivisione, consapevole che senza il completamento del primo lotto l’intero schema idrico sarebbe compromesso.

Tuttavia, il Collegio della Corte dei Conti non abbassa la guardia e raccomanda di definire con precisione quali strumenti di controllo verranno adottati per garantire che, questa volta, i tempi vengano rispettati.

“L’obiettivo resta la realizzazione dell’intervento attraverso il completamento dello schema idrico cofinanziato”, assicurano i tecnici, sottolineando la centralità del lotto 1 per l’intero territorio.

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