Il sipario del Teatro Auditorium dell’Università della Calabria si prepara ad alzarsi per un evento che promette scintille. Domani, lunedì 13 aprile alle 21, la rassegna JazzAmore ospita Matteo Mancuso, l’asso siciliano della chitarra che sta rivoluzionando il modo di intendere lo strumento. Non si tratta solo di un concerto, ma di una tappa fondamentale del suo Route 96 Tour, che dopo aver attraversato gli Stati Uniti approda finalmente a Cosenza. Mancuso è un artista capace di far parlare la sua chitarra con una naturalezza disarmante, portando sul palco un mix di tecnica e cuore.
Il codice della musica
L’ultimo lavoro in studio, Route 96, non è solo un titolo ma un manifesto d’intenti. Il numero richiama l’anno di nascita dell’artista e la frequenza di campionamento audio suggerita da una leggenda come Steve Vai.
In questo album, il talento di Matteo Mancuso si intreccia con collaborazioni di prestigio, come quella con Antoine Boyer nel singolo Isla Feliz o con il tastierista Valeriy Stepanov nella celebre cover di The Chicken. Ogni nota sembra tracciare una traiettoria internazionale che parte dalle radici siciliane per abbracciare il mondo intero.

Un’eredità di famiglia
Essere figlio d’arte, con un padre come Vincenzo Mancuso al fianco di giganti quali De Gregori e Barbarossa, avrebbe potuto essere un peso.
Per Matteo Mancuso è stato invece il trampolino di lancio verso un successo globale. Citato con ammirazione da icone del calibro di Al Di Meola, Joe Bonamassa e John Petrucci, il chitarrista è diventato un fenomeno virale.
In Italia, la sua apparizione a Propaganda Live su La7, introdotta da Carlo Verdone, resta una delle più viste di sempre, a dimostrazione che la nuova generazione della chitarra parla italiano ed è pronta a conquistare il centro del palco. Insieme a Riccardo Oliva e Gianluca Pellerito, il live al Tau si annuncia imperdibile.




























