La psichiatria territoriale della città di Reggio Calabria sta vivendo una stagione di importanti e attesi cambiamenti positivi. Alcune storiche cooperative sociali hanno finalmente ottenuto i decreti di accreditamento che attendevano da tantissimi anni, allontanando lo spettro delle chiusure. Una svolta assistenziale che permetterà a molti pazienti, precedentemente trasferiti in altre zone per curarsi, di fare ritorno nel proprio territorio d’origine. È un momento di legittima celebrazione per tutta la comunità reggina, ma è altrettanto doveroso ricordare la genesi profonda di questi successi.
Una mobilitazione nata nel vuoto
Per comprendere la portata di questi risultati bisogna fare un passo indietro nel tempo fino al 2012, anno in cui nacque il Coolap, ovvero il Coordinamento Lavoratori Psichiatria.
In quel periodo storico, caratterizzato dal silenzio e dall’assenza dei sindacati tradizionali, i lavoratori delle strutture decisero di unire le proprie forze per denunciare lo stallo burocratico.
Dal 2008 infatti, a causa di continui e ingiustificabili rimandi normativi, il processo di accreditamento era rimasto totalmente bloccato, ignorando persino i successivi percorsi tracciati dai tavoli tecnici regionali.

Gli anni duri della resistenza
I professionisti del settore hanno affrontato lunghi periodi di sacrifici estremi, arrivando a lavorare anche per sei mesi consecutivi senza percepire alcuno stipendio.
Il Coordinamento Lavoratori Psichiatria ha risposto a questa crisi organizzando scioperi, occupando uffici pubblici e portando la delicata questione all’attenzione della magistratura competente.
Il blocco dei ricoveri voluto dagli enti pubblici aveva creato una situazione paradossale, costringendo centinaia di malati a subire il trauma dello sradicamento lontano dagli affetti familiari, nonostante la presenza di posti liberi sul territorio.
Il valore della verità storica
Oggi che i risultati positivi sono finalmente visibili, il sindacato autonomo ci tiene a precisare che nulla è caduto dal cielo. Questa vittoria è il frutto esclusivo di oltre un decennio di battaglie condotte con coraggio da lavoratori che non si sono mai arresi, anche quando si sono ritrovati completamente soli.
Il riconoscimento di questo faticoso percorso non è una questione di orgoglio personale, ma rappresenta un irrinunciabile dovere di verità verso chi ha pagato il prezzo più alto a causa dell’inerzia amministrativa.
Uno sguardo rivolto al futuro
L’impegno sociale dei sindacalisti Giuseppe Foti, Filippo Lucisano e Vincenzo Barbaro non si esaurisce certo con i traguardi raggiunti in queste ultime settimane.
Il Coolap rimane un solido punto di riferimento per il personale sanitario e per le famiglie dei pazienti che cercano risposte dalle istituzioni.
In questo momento di rinascita, un pensiero speciale viene rivolto a tutti i colleghi che in questi anni duri non ce l’hanno fatta e hanno perso il lavoro, travolti dall’incertezza economica e dall’abbandono.





























