Martedì prossimo, 30 giugno, il Corpo della Polizia Penitenziaria celebrerà il proprio santo patrono, San Basilide, attraverso una manifestazione ospitata all’interno della chiesa parrocchiale di Sant’Aurelio Vescovo. L’evento, promosso dalla direzione degli istituti penitenziari Giuseppe Panzera di Reggio Calabria, vedrà la partecipazione congiunta dei reparti attivi nelle strutture di Laureana di Borrello, Locri e Palmi, insieme al personale dell’Ufficio Distrettuale di Esecuzione Penale Esterna, a dimostrazione dell’unità ideale del corpo.

La presenza dello Stato
La scelta di collocare le celebrazioni nel cuore del quartiere di Arghillà assume un significato simbolico e politico straordinariamente rilevante per l’intera provincia reggina.
Attraverso questo appuntamento, l’amministrazione guidata dal direttore Rosario Tortorella desidera testimoniare in modo tangibile la vicinanza delle istituzioni a una periferia complessa.
Questo territorio, sebbene storicamente segnato da profonde fragilità e criticità sociali, si dimostra quotidianamente ricco di energie sane, associazioni attive e famiglie desiderose di riscatto che lavorano per un futuro migliore.
Un presidio di legalità
Il legame tra il territorio e le istituzioni è ulteriormente rafforzato dalla storica presenza del plesso penitenziario di Arghillà, una struttura strategica che dipende direttamente dalla direzione cittadina.
All’interno di questo specifico stabilimento lavorano ogni giorno moltissimi agenti del corpo, i quali vivono in prima persona la complessa realtà sociale della zona nord della città.
Gli appartenenti alla forza pubblica non si limitano a svolgere funzioni di vigilanza, ma rappresentano un punto di riferimento per la cittadinanza e un presidio di legalità visibile per la comunità.

Garantire la speranza
Il momento liturgico offrirà l’occasione ideale per richiamare i più alti valori etici racchiusi nel celebre motto latino del corpo, “Despondere spem munus nostrum”.
La traduzione di questa espressione esplicita la missione più nobile della polizia penitenziaria, ossia il compito istituzionale di “Garantire la speranza”.
Questo principio cardine si realizza non soltanto nel mantenimento della sicurezza interna e dell’ordine pubblico, ma soprattutto nel sostegno concreto ai percorsi di recupero e reinserimento sociale delle persone che sono state affidate alla custodia dello Stato.



























