Nel cuore di Lamezia Terme ora brilla un nuovo simbolo di speranza: una panchina arancione contro la violenza di genere, frutto della collaborazione tra il Soroptimist Club lametino e gli studenti del Liceo Artistico che fa parte del Polo liceale “Campanella-Fiorentino”, guidato dalla dirigente Susanna Mustari.
L’iniziativa, inserita nella campagna internazionale delle Nazioni Unite “Orange the World”, vuole colorare il mondo di arancione come segno di luce, rinascita e impegno collettivo per fermare ogni forma di violenza sulle donne.
La cerimonia d’inaugurazione, ospitata nell’area verde dedicata alla docente e parlamentare Graziella Riga, ha visto la partecipazione del vice questore Concetta Gangemi, del comandante del Gruppo Carabinieri Lamezia, tenente colonnello Gianluca Zara, della dirigente Mustari, della presidente del Soroptimist Club Luigina Pileggi con le socie, di docenti e studenti del Liceo Artistico, oltre a rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni locali impegnate in prima linea per i diritti delle donne.
Su quella panchina – dove spicca la scritta “Non sei sola” accanto al numero antiviolenza 1522 – è scolpito molto più di un messaggio: è un invito al coraggio e alla solidarietà.
“L’arancione – ha spiegato la presidente Pileggi – è il colore della speranza e della rinascita possibile per ogni donna che subisce violenza. Ogni anno illuminiamo di arancione il Commissariato e la Stazione dei Carabinieri, dove abbiamo creato spazi di ascolto protetto per le vittime. La panchina e le nostre iniziative servono a ricordare che il 1522 è sempre attivo, e che ogni donna può trovare aiuto, anche qui, in mezzo ai giovani”.
Anche la dirigente Mustari ha sottolineato il ruolo della scuola come luogo di educazione al rispetto e alla consapevolezza. “Viviamo in una società spesso indifferente – ha detto – ma dobbiamo imparare a riconoscere i segnali della violenza e a chiedere aiuto, rivolgendoci alle forze dell’ordine o agli insegnanti. La scuola forma non solo professionalità, ma coscienze civili”.
La dottoressa Gangemi ha ricordato ai ragazzi che oltre alla denuncia esiste la prevenzione. “Chi non se la sente di denunciare può rivolgersi al Questore per un ammonimento nei confronti del responsabile. È un passo importante per interrompere comportamenti pericolosi. Esistono inoltre strumenti come Youcall, un’app che consente ai più giovani di segnalare in modo anonimo episodi di violenza. Non bisogna voltarsi mai dall’altra parte”.
Il comandante Zara, da parte sua, ha invitato gli studenti a prestare attenzione alle tante forme di violenza – non solo fisica, ma anche psicologica ed economica – e a non restare in silenzio. “Sul sito dell’Arma – ha ricordato – è disponibile un test di autovalutazione per capire se si è vittime di comportamenti violenti. Le nostre caserme sono porte aperte alla speranza. Solo insieme, forze dell’ordine, scuola e società possiamo costruire una cultura della responsabilità e fermare la violenza”.
La panchina arancione, realizzata dai giovani artisti lametini, non è solo un arredo urbano, ma un segno tangibile di coscienza collettiva. Un luogo dove l’arte incontra l’impegno civile per dire, ancora una volta, che nessuna donna deve sentirsi sola.





























