La figlia di Lea Garofalo, Denise Cosco, si è tolta la vita compiendo un gesto estremo. La sua esistenza è stata segnata in modo indelebile dall’assassinio della madre, simbolo di libertà contro la ‘ndrangheta e testimone di giustizia uccisa nel 2009 dall’ex compagno Carlo Cosco. Denise – come anticipa su l’Avvenire Antonio Maria Mira – si è spenta a 35 anni (la stessa età della madre al momento della sua scomparsa) e dopo quattro giorni di agonia a seguito di una caduta dalla finestra.

La ribellione
La storia di giovane è legata a doppio filo a quella di Lea, che scelse di ribellarsi per donare un futuro diverso proprio alla figlia. Insieme entrarono nel sistema di protezione, sostenute da Don Luigi Ciotti, dai volontari di Libera e dall’avvocato Enza Rando.
Fu proprio quel percorso ad aprire la strada al progetto “Liberi di Scegliere”. Nonostante le cautele, Carlo Cosco riuscì ad attirare l’ex compagna a Milano, dove la uccise il 24 novembre 2009 con la complicità di altri soggetti.
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La testimonianza
Soltanto anni dopo vennero ritrovati alcuni resti della donna grazie alle dichiarazioni di Carmine Venturino, allora fidanzato di Denise. Nel 2013, durante i funerali pubblici a Milano, la giovane parlò nascosta dietro una finestra, ricordando la forza della madre: “Lea, la mia cara mamma, ha avuto il coraggio di ribellarsi alla cultura della mafia”, disse allora.
In quell’occasione espresse immensa gratitudine verso il genitore, consapevole che ogni sacrificio era stato compiuto esclusivamente per il suo bene.
La fragilità
Sotto protezione fino al 2018, Denise ha vissuto in una località segreta sotto falsa identità con l’aiuto del Servizio Centrale di Protezione della Polizia Criminale.
Nonostante le fragilità, la dipendenza e un percorso complesso, ha avuto un figlio che oggi ha quasi quattro anni. Rifiutando l’odio verso il padre, confidò: “Mio padre uccise mia madre ma per lui provo solo pena”.
La sua scomparsa ha suscitato profonda commozione, unendo nella preghiera e nel ricordo la presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo, e Don Luigi Ciotti.




























