Legato ai Bellocco e condannato: confisca definitiva per narcotrafficante e usuraio

in Cronacaprovincia di Reggio Calabria
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Una vicenda giudiziaria che affonda le radici nei lontani anni 90 e che si completa oggi con i finanzieri di Firenze, Reggio Calabria e dello Scico che hanno chiuso il cerchio attorno a un soggetto attivo tra la Calabria e la Toscana, ritenuto un narcotrafficante e uno spregiudicato usuraio e contiguo alla cosca della ‘ndrangheta dei Bellocco di Rosarno. A suo carico la Corte d’Appello del capoluogo dello Stretto ha emesso un decreto, divenuto ormai definitivo, che impone la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per 4 anni e la confisca dei beni.

La sproporzione

Le indagini hanno messo in luce un patrimonio del valore di circa 200 mila euro, una cifra che stonerebbe coi redditi ufficiali dichiarati dallo stesso.

I sigilli sono così scattati per un’imbarcazione da pesca lunga 16 metri, tre autoveicoli, un fabbricato e diverse disponibilità finanziarie.

Beni, accumulati nel tempo, che secondo gli investigatori sarebbero però il frutto di attività illecite e di una spiccata pericolosità sociale mai interrotta. La Cassazione ha infine rigettato ogni ricorso, confermando che quel benessere fosse figlio del crimine.

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Il profilo criminale

Il profilo dell’uomo è emerso in diverse indagini di alto livello. Tra queste l’operazione Magma, coordinata dalla Dda di Reggio Calabria, conclusasi nel 2019 con la sua condanna a 20 anni di reclusione per traffico internazionale di droga.

Ma gli interessi dell’uomo toccavano anche il centro Italia. Le inchieste Erba di Grace e Buenaventura, dirette invece dalla Dda di Firenze, avrebbero infatti svelato i suoi traffici in provincia di Pistoia e i suoi metodi violenti per recuperare i crediti.

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L’estorsione senese

Proprio l’inchiesta Buenaventura avrebbe mostrato il suo volto forse più duro. Un imprenditore tessile del Senese, finito nella sua rete, avrebbe subito tassi di interesse oltre 66% annuo.

Per recuperare il denaro, l’uomo non avrebbe esitato a usare manovre estorsive aggravate dal metodo mafioso. Lo stesso è stato poi condannato a 8 anni per reati contro la persona e contro il patrimonio.

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