Il panorama digitale calabrese nel 2025 presenta un volto duale: da un lato, il Regional Innovation Scoreboard classifica la regione tra i “Moderate Innovators” con tassi di crescita tra i più alti d’Italia; dall’altro, permane un gap significativo nell’alfabetizzazione dei cittadini e nell’efficienza della Pubblica Amministrazione. Nonostante un mercato digitale che già nel 2022 valeva oltre un miliardo di euro, la sfida odierna si sposta sull’integrazione di Intelligenza Artificiale e sistemi Cloud, con una domanda di lavoro nel settore che segna un incremento del 15,1%.
Il motore della transizione
Per coordinare questa evoluzione, la Regione Calabria ha istituito ReDigit Spa, una società in house nata dalla Legge Regionale 17 con l’obiettivo di superare la frammentazione dei servizi.
Seguendo il modello di successo di Liguria Digitale, questa nuova entità dovrà agire come acceleratore per le start-up, facilitatore per l’accesso al credito e perno per la cybersicurezza regionale.
L’obiettivo di Filippo Pietropaolo è creare un ecosistema dove la tecnologia non sia un elemento isolato, ma il collante tra imprese e istituzioni.
Un nuovo Polo a Catanzaro
Una delle direttrici fondamentali riguarda la formazione di profili tecnici come Cloud Architect, Data Analyst e sviluppatori Full-stack. La proposta prevede una forte sinergia con l’Università Magna Graecia (Umg) di Catanzaro, attraverso l’istituzione di una facoltà di ingegneria informatica che operi in logica di collaborazione con l’Unical.
L’idea è quella di un polo diffuso nel centro storico di Catanzaro, capace di rigenerare edifici dismessi trasformandoli in laboratori all’avanguardia per l’apprendimento sul campo.
L’Hub “Market-Oriented”
Il progetto ambisce alla creazione di una Digital Academy gestita pariteticamente da ReDigit e Università, orientata alle reali necessità del mercato. Questo sistema “a tre gambe” — Regione, Università e Imprese — punta a trattenere i giovani talenti calabresi, offrendo loro percorsi di alta specializzazione e tirocini sostenuti da fondi pubblici.
L’obiettivo finale per il 2026 è trasformare la Calabria in un hub tecnologico capace di attrarre investimenti e migliorare la qualità della vita dei cittadini attraverso una PA efficiente e un settore privato competitivo.




























