Il diritto allo studio passa anche attraverso il benessere di chi vive ogni giorno le aule scolastiche, ma al Liceo Scientifico Zaleuco di Locri la situazione è diventata insostenibile. In questi giorni di gennaio 2026, gli studenti hanno scelto la via della protesta pacifica per denunciare il mancato funzionamento dell’impianto di riscaldamento. Una mobilitazione composta e responsabile che ha raccolto l’immediata solidarietà dei consiglieri comunali Marco Cutrona e Giovanni Lacopo, pronti a farsi portavoce di un disagio che colpisce l’intera comunità scolastica.
Gli ambienti gelidi
Studiare al freddo non è solo un fastidio fisico, ma una condizione che compromette la qualità dell’apprendimento e la dignità stessa dell’istituzione.
Secondo quanto riportato dai due rappresentanti del gruppo misto del Comune di Locri, il problema non è un episodio isolato. Gli impianti avrebbero mostrato segni di cedimento già prima delle festività natalizie, per poi spegnersi definitivamente al rientro in classe. “È inaccettabile che, nel 2026, una scuola del nostro territorio sia costretta a operare in condizioni di emergenza” dichiarano Cutrona e Lacopo, sottolineando come il diritto alla salute debba andare di pari passo con quello all’istruzione.

Appello istituzionale
La competenza per la manutenzione e l’edilizia degli istituti superiori ricade sulla Città Metropolitana di Reggio Calabria. Ai vertici dell’ente metropolitano si rivolgono ora i consiglieri locresi, chiedendo un intervento che non sia il solito tampone momentaneo ma una soluzione strutturale.
Il rischio è che la Locride continui a essere percepita come una periferia trascurata. “Locri e la Locride non possono continuare a essere trattate come periferie di serie B” ribadiscono i due esponenti politici, sollecitando l’ente metropolitano a ripristinare immediatamente le condizioni minime di vivibilità per docenti e personale scolastico.
La maturità civica
La protesta dei ragazzi dello Zaleuco viene letta dai consiglieri come un segnale di grande maturità. Pretendere ambienti sicuri e accoglienti è un esercizio di cittadinanza attiva che merita risposte concrete e non indifferenza.
Marco Cutrona e Giovanni Lacopo hanno assicurato che seguiranno da vicino ogni sviluppo, impegnandosi a favorire il dialogo tra la dirigenza scolastica e le istituzioni superiori.
L’obiettivo è far rientrare lo stato di agitazione solo quando i termosifoni torneranno a funzionare a pieno regime, garantendo a ogni studente il calore necessario per concentrarsi sui propri libri.


























