Marano Marchesato dice no all’antenna 5G: scatta la protesta dei cittadini

in Infrastruttureprovincia di Cosenza
00:00 00:00

A Marano Marchesato, tra l’angolo di via Tintoretto e via Gasparoni, il profilo del paesaggio sta per cambiare radicalmente. Un’antenna 5G alta 35 metri sta per essere innalzata a pochissima distanza dalle finestre dei residenti, trasformando un’area residenziale curata in un cantiere tecnologico permanente. Il Comitato cittadini di Marano Marchesato denuncia come questo gigante di acciaio stia sorgendo nel silenzio delle istituzioni, proprio mentre il Comune si trova in una fase di commissariamento in attesa delle prossime elezioni. I residenti si sentono accerchiati da un’infrastruttura che definiscono come un vero e proprio mostro, installato a loro dire senza alcuna trasparenza o confronto preventivo con chi abita il territorio.

Sicurezza e suolo fragile

La preoccupazione non riguarda solo l’estetica, ma tocca la stabilità stessa del terreno. Il sito scelto per l’installazione ricade infatti nelle classi R2 e R3 del Piano di assetto idrogeologico, zone classificate a rischio medio ed elevato.

Dal Comitato fanno sapere che “non si può derubricare a mera pratica amministrativa un intervento che incide così pesantemente sulla sicurezza territoriale”.

La natura del suolo e la vicinanza estrema alle abitazioni imporrebbero una prudenza che, secondo i cittadini, è stata totalmente ignorata dagli organi preposti. Il timore è che l’opera possa compromettere l’equilibrio di un’area già fragile.

Il valore e paesaggio

Oltre ai rischi per l’incolumità, si solleva il tema del deprezzamento degli immobili. La presenza di una torre così imponente e le preoccupazioni legate alle emissioni rischiano di far crollare il valore di mercato delle case.

Sebbene i cittadini riconoscano la digitalizzazione come un progresso inevitabile, ribadiscono che questa non debba tradursi in uno scempio architettonico che deturpa il paesaggio residenziale.

L’appello alla Regione

Senza un interlocutore politico locale forte a causa del commissariamento, il Comitato ha rivolto un appello urgente alla Giunta regionale della Calabria e alla Protezione civile.

La richiesta è l’apertura di un tavolo con la società Inwit per valutare siti alternativi già proposti in passato. Si invoca inoltre l’applicazione della Legge regionale 44 del 2023 per minimizzare le esposizioni, ricordando che “l’ascolto dei territori non è un intralcio, ma un obbligo democratico”.

CN24TV
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.