Mileto, indignazione Guccione per violenze su bimbo

in Attualitàprovincia di Vibo Valentia
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“Se le notizie sulle violenze subite da un bambino disabile di cinque anni oggetto di gravissimi maltrattamenti fisici e morali da parte di quattro insegnanti dell’asilo pubblico di Mileto dovessero risultare confermate da prove certe e inconfutabili, saremmo di fronte ad una storia mostruosa, raccapricciante, insopportabile”. E’ quanto afferma, in una nota, il Consigliere regionale del Pd, on. Carlo Guccione, commentando le notizie giunte da Mileto e diffuse con grande evidenza dagli organi di informazione nazionale e regionale.

“Sono certo che atti così gravi e disumani –prosegue Guccione- facciano parte di una casistica assai ridotta e che prima di emettere sentenze premature o giudizi superficiali e affrettati si debba sempre e comunque attendere l’esito delle indagini giudiziarie in corso. Lungi da noi, pertanto, qualsiasi tentazione di accusare o criminalizzare chicchesìa. Cogliamo questa occasione, anzi, per ringraziare gli insegnanti di ogni ordine e grado per il lavoro defatigante, spesso non riconosciuto e malpagato, che quotidianamente svolgono per la formazione e l’educazione dei nostri figli. Non è di loro, a cui rinnoviamo la nostra stima e il nostro ringraziamento, che vogliamo parlare”.

“Ciò che ci preoccupa e ci indigna –continua il Consigliere regionale del Pd- è il fatto che i maltrattamenti subiti dal bambino siano stati documentati dalle riprese effettuate dai carabinieri nell’asilo e che quattro delle cinque maestre coinvolte nell’indagine siano state immediatamente arrestate”.

“Di fronte ad una vicenda così sconcertante –conclude Guccione- le istituzioni e la società civile devono trovare la forza per reagire con determinazione, costruendo un fronte comune per la vigilanza e la tutela dei minori oggetto di qualsiasi forma di abuso e di prevaricazione. Alla famiglia del bambino coinvolto in questa triste storia di disumana violenza e all’intera comunità di Mileto esprimiamo la nostra vicinanza e la nostra solidarietà, nella certezza che presto, molto presto i colpevoli siano adeguatamente e severamente giudicati”.

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