Un presunto meccanismo di manipolazione volto a svuotare il patrimonio della vittima proprio nel momento della sua massima vulnerabilità, ovvero durante un momento della sua vita in cui era stata colpita da profondi lutti familiari. È quanto contesta la Procura di Reggio Calabria ad un uomo del posto che stamani è finito ai domiciliari.
L’inganno iniziale
Secondo le indagini delle Fiamme Gialle, tutto è iniziato nel 2024 dalla denuncia presentata da un cittadino che aveva perso entrambi i genitori. Disorientato dal dolore l’uomo raccontò di essersi rivolto ad una parente per ottenere un supporto nella gestione dei propri beni.
In questo contesto è apparso l’indagato, presentato come una figura affidabile capace di offrire aiuto concreto: una volta carpita la fiducia del malcapitato, lo avrebbe però convinto a svendere parte delle proprietà immobiliari e i gioielli di famiglia, sostenendo che fosse necessario per coprire le spese quotidiane.

La truffa immobiliare
Le indagini avrebbero anche fatto luce su un episodio specifico legato alla vendita di una casa. Sempre l’indagato avrebbe spinto la vittima a firmare una procura speciale per gestire il preliminare di vendita di un immobile.
Grazie a questo documento, l’uomo avrebbe così incassato direttamente l’acconto versato dall’acquirente, appropriandosi indebitamente di 60mila euro che non sarebbero mai stati consegnati al legittimo proprietario. Solo la revoca dell’autorizzazione per l’atto definitivo avrebbe interrotto il presunto “disegno criminoso”.
L’oro e i gioielli
Non meno odioso sarebbe il capitolo riguardante i ricordi di famiglia. Tra ottobre e dicembre 2023, si sospetta che l’indagato abbia indotto la vittima a disfarsi di numerosi oggetti in oro e argento ereditati dalla madre, venduti ad un compro oro.
A fronte di un ricavato superiore ai 22mila euro, avrebbe consegnato al malcapitato solo 530 euro in contanti, tenendosi il resto.
Oltre agli arresti domiciliari, i militari hanno eseguito una perquisizione domiciliare per raccogliere ulteriori prove a sostegno delle accuse di appropriazione indebita, estorsione e minaccia.































