L’impossibilità di eseguire l’autopsia entro 48 ore dal decesso – come stabilisce il protocollo del ministero della Salute – non ha permesso di appurare con certezza le cause della morte di una donna di 57 anni di Trapani, Nuccia Caito Daidone, deceduta nell’ospedale ”Sant’Antonio Abate” di Trapani, con la diagnosi di sospetta variante della malattia di Creutzfelft-Jakob. La morte risale a 8 mesi fa, ma la notizia è trapelata solo oggi. L’esame autoptico venne eseguito soltanto dopo sei giorni, a Reggio Calabria, perchè in Sicilia non era disponibile alcuna struttura che lo eseguisse, come prevede il protocollo ministeriale e come conferma la direzione sanitaria del Sant’Antonio Abate di Trapani. L‘esito dell’autopsia – che sarebbe stata effettuata non rispettando il protocollo ministeriale, che prevede dei tempi rigidi di 48 ore – fu negativo, ma gli esami del liquor, eseguiti una decina di giorni prima del decesso, erano invece positivi. Il prelievo di sostanze cerebro-spinali confermò con buona probabilità la malattia, a causa della presenza della proteina Tau in quantità quattro volte superiore alla norma e la contestuale presenza di un’altra proteina, la 14.3-3.
Ultime notizie
dalla regione
Altre notizie
dall'Italia



























