Il lavoro investigativo è partito dopo una segnalazione ricevuta nel gennaio dell’anno scorso, a Polistena, quando una donna è stata vittima di un raggiro spietato. I Carabinieri della stazione locale hanno iniziato a scavare dietro quello che sembrava un singolo episodio, arrivando invece ad una rete criminale organizzata. Sotto il coordinamento della Procura di Palmi, guidata da Emanuele Crescenti, i militari hanno seguito le tracce dei sospettati che li ha condotti fino alle province di Napoli e Verona, dove sono scattati gli arresti per tre persone, due uomini e una donna.

Una tecnica brutale
Per svuotare le case delle vittime il gruppo utilizzava una tecnica psicologica definita come brutale. Il primo contatto avveniva sempre via telefono, con un uomo che si presentava come un autorevole Maresciallo dell’Arma.
La notizia era sempre la stessa: un parente stretto aveva causato un incidente stradale gravissimo e si trovava in stato di fermo. Subito dopo interveniva un complice, nelle vesti di un falso avvocato, che chiedeva con estrema urgenza contanti o gioielli come cauzione.
Gli indagati puntavano sulla paura e sull’amore verso i familiari per spingere gli anziani a consegnare tutto ciò che avevano in casa.

La struttura mobile
L’indagine ha messo in luce una struttura mobile e ben organizzata che non si fermava ai confini di Polistena. La banda è ritenuta responsabile di colpi simili anche a Taurianova e San Martino, per un bottino che ha superato la cifra di 75mila euro.
La figura femminile del gruppo era centrale per la riuscita dei piani: si occupava infatti di tutta la logistica, dal noleggio delle auto alla pianificazione delle rotte dalla Campania alla Calabria.
Questo sistema permetteva ai truffatori di colpire e scappare rapidamente, cercando di sfuggire ai controlli stradali.

La difesa dei fragili
L’operazione si è conclusa con il trasferimento in carcere dei tre indagati, mettendo fine a una serie di reati particolarmente odiosi.
La magistratura e le forze dell’ordine hanno sottolineato come colpire le persone vulnerabili sia un atto vile che richiede una risposta ferma.
Resta fondamentale la prevenzione, poiché “segnalare tempestivamente situazioni sospette può fare la differenza e contribuire a fermare queste truffe”.
La collaborazione dei cittadini si è confermata ancora una volta lo strumento più efficace per smascherare chi approfitta della buona fede altrui.




























