Nel contesto della più ampia campagna nazionale Mare e Laghi Sicuri, gli uomini della Capitaneria di Porto di Crotone hanno effettuato una serie di verifiche mirate per contrastare l’abusivismo demaniale. Le attività investigative si sono concentrate sul rispetto delle prescrizioni di sicurezza contenute nell’ordinanza dello scorso 14 maggio. L’esito delle ispezioni ha portato al deferimento di quattro persone alla Procura della Repubblica locale, accendendo i riflettori su una presunta gestione illegale degli spazi pubblici costieri.

I sigilli nei comuni costieri
Le verifiche approfondite hanno interessato i territori comunali di Crucoli, Strongoli e Crotone, dove sono state riscontrate gravi violazioni.
In totale, sono stati sottratti alla collettività circa 350 metri quadrati di spiaggia, occupati senza alcuna autorizzazione ufficiale e attraverso la costruzione di opere edilizie di difficile rimozione.
L’episodio più rilevante è emerso nella frazione Torretta del comune di Crucoli, dove i militari hanno scoperto un’occupazione abusiva di ben 258 metri quadrati.
Un ristorante della zona stava infatti realizzando una vasta area pavimentata con piastrelle prefabbricate in cemento, destinata a ospitare tavoli e sedie per i clienti, il tutto in totale assenza dei necessari permessi edilizi, demaniali e paesaggistici.

Le irregolarità riscontrate
Spostandosi nel comune di Strongoli, le forze dell’ordine hanno individuato un’ulteriore porzione di suolo demaniale marittimo abusata, estesa per circa 55 metri quadrati.
In questo specifico caso, lo spazio pubblico era stato cementato e pavimentato in legno per creare una pertinenza asservita a un’abitazione privata situata subito dietro la spiaggia.
Anche per questa struttura, priva di titoli autorizzativi, è scattato l’immediato sequestro, mentre i due proprietari sono stati denunciati.
Infine, nel comune di Crotone, i controlli all’interno di uno stabilimento balneare regolarmente autorizzato hanno svelato una struttura in legno abusiva di circa 35 metri quadrati, anch’essa prontamente sequestrata dai militari.

Il ripristino delle spiagge
L’intera operazione di polizia giudiziaria si è svolta in costante e stretto raccordo con la Procura della Repubblica pitagorica, guidata dal procuratore Domenico Guarascio.
Oltre all’azione penale, la Guardia Costiera ha provveduto a informare i singoli municipi coinvolti, in quanto enti responsabili della gestione del demanio marittimo sul territorio.
Le amministrazioni locali dovranno ora quantificare e riscuotere le sanzioni pecuniarie e gli indennizzi dovuti dai trasgressori per il mancato pagamento dei canoni.
Al contempo, i Comuni dovranno avviare le procedure amministrative per l’abbattimento delle opere illegali e il successivo ripristino dello stato dei luoghi, restituendo il mare ai cittadini.




























