L’ex presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, ha espresso una posizione di netta condanna nei confronti delle ultime strategie messe in atto da Eni Rewind riguardo alla bonifica del sito di interesse nazionale di Crotone. Mario Oliverio definisce come un atto di arroganza il tentativo della società di convocare tavoli tecnici per dettare i tempi dell’intervento, sottolineando che la responsabilità della rimozione dei rifiuti spetta esclusivamente al gestore. Secondo l’ex presidente, il rispetto del provvedimento autorizzatorio unico regionale e del decreto ministeriale 7/2020 non è oggetto di trattativa, poiché riguarda direttamente la tutela della salute pubblica.
La verità sugli impianti esteri e i costi della bonifica
Un punto cardine dell’intervento di Mario Oliverio riguarda quella che definisce la favola dell’inesistenza di impianti pronti ad accogliere i residui tossici. L’ex governatore ricorda come già nel 2021 documenti ufficiali attestassero la disponibilità di siti in Germania e nei Paesi Bassi, a cui si è aggiunta recentemente un’opzione in Svezia. Il sospetto sollevato da Mario Oliverio è che la società voglia evitare l’esborso di oltre 1 miliardo e 800 milioni di euro, cifra già stimata dall’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Lasciare i rifiuti radioattivi a Crotone, secondo questa visione, risponderebbe a una logica di mero risparmio aziendale che calpesta il principio europeo del chi inquina paga.
Tutela della salute e necessità di controlli terzi
Mario Oliverio, agendo in sinergia con il comitato Fuori i veleni, ha ribadito con forza che ogni giorno di ritardo rappresenta un danno alla salute della popolazione, già duramente colpita da gravi patologie oncologiche. L’ex presidente respinge con fermezza i pretesti tecnici legati ai materiali tenorm, interpretandoli come manovre dilatorie per mantenere i veleni nella discarica ex Fosfotec. Per porre fine a questo paradosso, Mario Oliverio sollecita il potenziamento immediato dell’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria, affinché personale scientifico altamente qualificato possa vigilare sulle operazioni, impedendo che Eni Rewind agisca contemporaneamente come controllore e controllato.
Un impegno portato davanti alla Commissione Ecomafie
La battaglia politica di Mario Oliverio non si limita alle dichiarazioni pubbliche, ma è stata portata formalmente davanti alla Commissione Bicamerale Ecomafie nel luglio scorso. In quella sede, l’ex presidente ha denunciato il rischio di una bonifica parziale o apparente. La sua richiesta rimane ferma: i veleni devono lasciare definitivamente il territorio di Crotone e l’intera Calabria, garantendo ai cittadini un futuro finalmente libero dall’eredità tossica del passato industriale e ponendo fine a quelli che definisce ricatti aziendali sulla pelle della gente.




























