Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari, Luca Fragolino, si è riservato di decidere sulla richiesta di convalida del fermo e sull’emissione della misura cautelare in carcere nei confronti del 76enne Pietro Scintu. L’uomo è accusato dell’omicidio della moglie, Carmela Bifano, trovata senza vita martedì scorso in un podere dell’azienda familiare a Corigliano-Rossano. Il magistrato scioglierà la riserva in serata.
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Le richieste delle parti
Durante il confronto in aula, il pubblico ministero della città del Pollino, Anastasia Angrisani, ha sollecitato la conferma del provvedimento e la custodia cautelare.
Di contro, l’avvocato difensore dell’iundagato, Leonardo Graziadio, ha chiesto la non convalida o la concessione degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.
La difesa ha evidenziato l’incompatibilità del suo assistito con il regime carcerario a causa delle sue condizioni di salute precarie.
L’interrogatorio
Nel corso dell’interrogatorio, durato circa due ore, Scintu ha respinto ogni accusa proclamandosi del tutto estraneo ai fatti. L’uomo ha ripercorso gli anni trascorsi accanto alla coniuge, spiegando che la donna curava la gestione degli affari di famiglia mentre lui si dedicava prevalentemente alle mansioni domestiche. L’uomo ha ribadito la propria estraneità all’aggressione mortale subita dalla consorte nel terreno di proprietà.
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La tragica vicenda
La drammatica storia ha avuto inizio martedì 18 agosto a Villaggio Frassa, nell’area urbana di Corigliano. Il cadavere di Carmela Bifano è stato rinvenuto in un agrumeto isolato, recante evidenti lesioni alla testa causate presumibilmente da colpi di pietra.
A lanciare l’allarme era stato lo stesso coniuge, che ha sostenuto inizialmente di aver notato due individui sconosciuti allontanarsi dal podere.
Tuttavia, le indagini condotte dal Commissariato di Rossano e dalla Squadra Mobile di Cosenza avrebbero fatto emergere delle incongruenze nel suo racconto.




























