Tredici persone sono finite in arresto, per dieci delle quali si sono spalancate le porte del carcere, le altre sono state invece sottoposte ai domiciliari. È l’esito dell’operazione chiamata in codice Desert Storm e scattata stamani all’alba nel Crotonese.

Le contestazioni
Ad entrare in azione gli uomini dei Carabinieri della Compagnia di Cirò Marina che hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo.
Agli indagati, e a vario titolo, il magistrato contesta di aver concorso nei reati di traffico e detenzione ai fini dello spaccio di droga, e di smercio di stupefacenti, aggravati dal cosiddetto metodo o dalle finalità mafiose.
Gli arrestati
Sono in tutto e però venti le persone sotto inchiesta, ma a finire tra le sbarre sono stati Antonio Aloisio (di 42 anni), Salvatore Arabia (33), Cataldo Cozza (45), Luca Frustillo (51), Alessandro Giglio (38), Carmine Graziano (27), Mario Morrone (50), Antonio Murano (49), Basilio Paletta (51), Gaetano Potenza (34).
La misura meno afflittiva è stata invece disposta per Domenico Pio Aloisio (di 24 anni), Antony Dell’Aquila (23) e Sante Morrone (44).
Il pentito
Le indagini hanno fatto conto sulle dichiarazioni del pentito Gaetano Aloe, figlio del più noto boss della locale, Nicodemo Aloe, ammazzato nel 1987.
Secondo il pentito a capo dell’organizzazione disarticolata oggi vi sarebbe stato Cozza. Il gruppo avrebbe fatto confluire i guadagni illeciti frutto dello spaccio nella cosiddetta “bacinella”.
L’operazione
Al blitz hanno collaborato anche i militari dei reparti dipendenti dalla cittadina ionica oltre a quelli del Nucleo Cinofili, dell’Elinucleo e dello Squadrone Cacciatori di Calabria di Vibo Valentia.
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