È finita a Zurigo la latitanza dei Bruno Vitale, soggetto ritenuto appartenente alla cosca di ‘ndrangheta dei Gallace di Guardavalle, nel Catanzarese. Il ricercato, su indicazione del Ros dei Carabinieri, è stato rintracciato venerdì scorso, 23 gennaio, e catturato dalla Polizia Cantonale in collaborazione con la Polizia Federale svizzera.

L’inchiesta
Il suo arresto si inserisce nell’ambito dell’indagine Ostro-Amaranto, che secondo gli inquirenti avrebbe ricostruito proprio l’operatività della locale di Guardavalle, attiva nel soveratese e con ramificazione nel Centro-Nord Italia.
L’indagine, coordinata dalla Dda e conclusa a gennaio dello scorso anno, ha portato all’arresto di 44 persone accusate a vario titolo di diversi reati.
Le accuse spaziano infatti dall’associazione mafiosa al concorso esterno, dal voto di scambio alla procurata inosservanza di pena, dalla tentata estorsione al trasferimento fraudolento di valori, per passare alla detenzione, porto e traffico, pure internazionale, di armi, anche da guerra, e di materiale esplodente. Tutti aggravati dalla mafiosità.

Le ricerche
La cattura di Vitale è il culmine di una incessante attività di ricerca da parte degli uomini del Ros, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, con il supporto dell’Unità I-Can e in stretta collaborazione con i Reparti Investigativi della Polizia Federale Svizzera, e con quelli della Polizia Cantonale di Svitto e di Zurigo.
Gli investigatori per arrivare a localizzarlo all’interno di un’abitazione di Wetzikon, cittadina del cantone di Zurigo, dove è stato poi arrestato, hanno messo in campo tecniche e servizi di osservazione e pedinamento, anche transfrontaliero.
L’estradizione
Momentaneamente si trova in un carcere elvetico in attesa di essere estradato in Italia dove dovrà rispondere non solo delle accuse di partecipazione all’associazione mafiosa e di possesso di armi mossegli nell’ambito dell’operazione Ostro-Amaranto, ma anche di reati concernenti il traffico internazionale di droga, contestategli invece in un’altra inchiesta, la Kleopatra, a cui era sfuggito lo scorso maggio.































