I finanzieri di Crotone hanno apposto i sigilli ad un patrimonio del valore che si stima superi i 7 milioni di euro, e allocato tra Calabria, Emilia Romagna e Lazio. La misura è conseguente ad una sentenza emessa dalla Prima sezione penale della Corte di Appello di Catanzaro divenuta irrevocabile dopo la pronuncia della Corte di Cassazione, che ne ha disposto la confisca definitiva. Colpito un noto professionista locale, il cardiologo Alfonso Sestito (57 anni), giudicato ormai in via definitiva come un soggetto strettamente vicino alla ‘ndrangheta di Cutro.

Professionista ritenuto vicino al clan Grande Aracri, sequestro da oltre 7milioni
Le origini dell’indagine
Al provvedimento si giunge a conclusione di una complessa istruttoria giudiziaria che aveva già registrato un momento cruciale nel settembre del 2024, quando la Sezione Misure di Prevenzione del tribunale di Catanzaro aveva disposto un primo sequestro patrimoniale.
La misura era legata alle risultanze investigative emerse nella celebre operazione Thomas, indagine, scattata originariamente nel 2020, e coordinata all’epoca proprio da Domenico Guarascio, oggi Procuratore della Repubblica di Crotone. Le prove raccolte nel tempo avrebbero dimostrato un ruolo centrale del professionista per gli affari della cosca.
Crotone. Favori e vantaggi alla cosca, in carcere presidente della Bcc e un noto cardiologo
Il controllo della costa
Il professionista è stato condannato in modo irrevocabile nel giugno del 2025 a 7 anni e 4 mesi di reclusione. Gli inquirenti lo considerano il vero terminale economico attraverso il quale il clan sarebbe riuscito a ottenere il controllo e la gestione diretta di importanti strutture ricettive situate lungo la costa ionica crotonese.
L’opera di ricostruzione patrimoniale, sviluppata seguendo le linee del codice delle leggi antimafia, ha identificato tutti gli asset finanziari intestati direttamente o indirettamente al condannato.
Per gli inquirenti si stratta di beni che sarebbero stati accumulati grazie ai proventi delle attività illecite e sono risultati sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati.
Processo Thomas, cardiologo condannato ad 8 anni: avrebbe operato per conto della cosca
I beni passati allo Stato
La confisca definitiva ha colpito in modo radicale il cuore economico del cardiologo e dei suoi referenti criminali. Lo Stato ha acquisito la proprietà di numerosi beni mobili e immobili, interi compendi aziendali, quote societarie, ditte individuali e svariati rapporti bancari e assicurativi.
L’azione della Guardia di Finanza, d’intesa con la Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, conferma l’efficacia del contrasto ai patrimoni mafiosi, sottraendo risorse vitali all’economia illegale per restituirle alla collettività e garantendo la legalità sul territorio.




























