È «dinamico e ricco di autorevolezza» il panorama gastronomico della Calabria secondo l’edizione 2026 di Osterie d’Italia, il sussidiario del mangiarbere all’italiana edito da Slow Food Editore. Come scrive Vincenzo Alvaro, coordinatore regionale della guida, «la regione ha saputo conquistare la ribalta tra le nuove visioni della cucina italiana, legandosi saldamente alla tradizione ma innovando con creatività».
A testimonianza della dinamicità della cucina calabrese, il premio “Giovane dell’anno” è stato assegnato a Giuseppe Fragomeni, chef ventiduenne dell’osteria Zio Salvatore a Siderno Superiore, rappresentante della nuova generazione che valorizza il territorio con rispetto e innovazione.
Alvaro sottolinea che le insegne recensite sono luoghi di cultura del cibo, educazione alimentare e rapporti autentici con produttori e clienti, dove il cibo è strumento di storie e relazioni, e la convivialità diventa una riscoperta dei valori umani.
Tra le 14 chiocciole calabresi: Pecora Nera ad Albi, Il Tipico Calabrese a Cardeto, La Taverna dei Briganti a Cotronei, Zio Salvatore a Siderno Superiore e molte altre, luoghi che incarnano la qualità e l’accoglienza. Novità degne di nota sono le nuove insegne come Controverso Osteria di Campagna ad Acri e Baita Malieni a San Donato di Ninea.
Carlo Bogliotti, amministratore delegato di Slow Food Editore, definisce l’edizione 2026 della guida un viaggio nella “vera Italia”, con gusti autentici capaci di unire oltre ogni differenza.
Infine, Carlo Petrini, fondatore, ricorda come il patrimonio gastronomico italiano sia un diritto universale, fortemente radicato nel legame tra prodotti, tradizioni e territorio. Barbara Nappini chiude l’evento sottolineando il ruolo democratico dell’osteria come luogo di comunità, cultura e accoglienza.
































