Pedofilia. L’abuso digitale travolge l’infanzia, oltre 10mila vittime

in Cronacaprovincia di Calabria
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Una fotografia inquietante sulle nuove frontiere dell’abuso ai danni dell’infanzia è quella scattata dal report 2025 dell’associazione Meter, presentato oggi a Roma, presso la sede Inail. Il documento evidenzia come la pedofilia e la pedopornografia stiano subendo una trasformazione profonda, spinta dall’uso di tecnologie avanzate che rendono i crimini sempre più difficili da intercettare.

La manipolazione con l’Ai

Una delle minacce più gravi emerse nell’ultimo anno riguarda l’uso dell’intelligenza artificiale generativa per la creazione di contenuti deepnude.

Nel corso del 2025 sono stati identificati 8213 minori vittime di queste manipolazioni digitali, dove immagini reali vengono denudate artificialmente senza alcun consenso.

Una pratica che colpisce profondamente la dignità e la sicurezza dei bambini, alimentando i circuiti criminali e causando gravi conseguenze psicologiche come ansia, isolamento e paura del ricatto.

Tra gli strumenti utilizzati per queste creazioni emerge anche Grok, il modello sviluppato da Elon Musk, responsabile del 14% dei contenuti rilevati dall’osservatorio.

Il monitoraggio ha evidenziato come Telegram, Signal, TikTok e il Dark web siano i canali principali per lo scambio di materiale illecito.

Nonostante una riduzione numerica dei link segnalati rispetto al 2024, gli esperti avvertono che il fenomeno non è affatto in calo. La diminuzione è dovuta all’uso di cosiddetti link effimeri che cambiano dopo ogni accesso e restano disponibili solo per brevissimo tempo, rendendo complessa l’attività di contrasto.

A livello globale, i domini nazionali più coinvolti includono la Nuova Zelanda, il territorio britannico dell’oceano Indiano, il Montenegro, la Russia e gli Stati Uniti, mentre il dominio italiano “It” ha registrato 14 segnalazioni.

I minori in età scolare

I dati sulle vittime reali sono drammatici: sono state individuate oltre 785mila immagini e più di 1,7 milioni di video contenenti abusi reali su minori.

La fascia d’età più colpita è quella compresa tra gli 8 e i 12 anni, seguita dai bambini tra i 3 e i 7 anni. Numeri che confermano una massiccia esposizione dei minori proprio durante gli anni della scuola primaria.

La diffusione di contenuti video è in costante crescita, poiché questi formati dinamici sono più complessi da individuare e rimuovere rispetto alle singole foto.

I pericoli del gaming

Un capitolo specifico del report analizza i rischi legati alle piattaforme di gioco come Roblox. Una ricerca condotta su un campione di bambini tra i 9 e gli 11 anni rivela che il 45% degli intervistati ha ricevuto tentativi di adescamento da parte di sconosciuti in chat private. Tuttavia, solo il 10% di loro ha una reale consapevolezza della gravità di quanto accaduto.

Molti minori scelgono di bloccare gli utenti molesti per timore di furti d’identità, ma spesso evitano di informare gli adulti, un silenzio che può essere influenzato anche dall’uso dei dispositivi digitali come premio o punizione da parte dei genitori.

Gli abusi tra coetanei

L’associazione guidata da don Fortunato Di Noto segnala anche l’emergere di fenomeni inquietanti come quello delle pedomame, ovvero donne e madri che producono materiale pedopornografico in contesti domestici.

Sono stati inoltre documentati casi di abusi commessi mediante l’utilizzo di animali e una crescita preoccupante degli abusi tra minori.

Il 32% dei contenuti analizzati riguarda infatti la produzione e diffusione di materiale sessualmente esplicito tra coetanei, includendo episodi di sextortion e diffusione non consensuale di immagini intime.

Meter rinnova il suo appello alle istituzioni e alla società civile affinché si rompa il silenzio attorno a questi crimini e si offra protezione reale ai sopravvissuti.

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