La Corte dei conti, nel corso dell’esame della delibera Cipess del 6 agosto scorso sul progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, ha trasmesso al Dipartimento per la programmazione economica alcune osservazioni e richieste di integrazioni documentali.
Secondo il Sottosegretario al Mit, Tullio Ferrante, di Forza Italia, si tratta di una interlocuzione fisiologica tra istituzioni e non costituirebbe un giudizio negativo né un ostacolo alla realizzazione dell’opera.
Ue conferma l’urgenza
Il Mita sta collaborando con la società Stretto di Messina, la Presidenza del Consiglio, il Ministero dell’Economia e il Ministero dell’Ambiente per predisporre entro i termini tutti gli elementi richiesti. L’obiettivo è permettere al Cipess di trasmettere alla Corte dei conti gli approfondimenti necessari per la registrazione della delibera.
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Con una nota del 15 settembre, poi, la Commissione Europea ha ribadito la rilevanza strategica e l’urgenza del progetto, confermando la volontà di un dialogo costruttivo con le istituzioni italiane.
Ha chiesto inoltre chiarimenti tecnici specifici sugli impatti ambientali dell’opera nei siti Natura 2000, “ma – viene precisato – non si tratta di una bocciatura delle valutazioni italiane“.
La procedura trasparente
Secondo Ferrante, gli uffici competenti sono pienamente operativi e si impegnano a rispettare i tempi e le normative, garantendo la massima trasparenza “per un’opera di importanza strategica nazionale, parte fondamentale dell’infrastruttura italiana”.




























