È stato presentato nella sala del Rural Center di Bivongi un importante bando dedicato alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio agricolo e ambientale dell’area Snai “Versante Ionico Serre”. L’intervento è specificamente finalizzato a sostenere la realizzazione di “Campi di Salvataggio” delle piante antiche e/o “Musei della Terra”. Questi luoghi sono concepiti come centri vitali per il recupero delle varietà fruttifere locali in via di scomparsa, contribuendo in modo cruciale a preservare la biodiversità e a promuovere la cultura del paesaggio rurale.
Gli interventi istituzionali e tecnici
L’evento ha preso il via con i saluti della sindaca di Bivongi, Grazia Zaffino. Per illustrare in dettaglio il bando e la sua rilevanza, sono intervenuti tre specialisti del settore: Guido Mignolli, direttore del GAL Terre Locridee, Francesco Pititto, direttore del Parco naturale regionale delle Serre, e Antonio Blandi, project manager esperto nella valorizzazione del patrimonio culturale. I tre esperti hanno concordemente evidenziato l’importanza strategica del progetto, che si pone l’obiettivo di restituire alla natura un patrimonio vegetale prezioso e troppo spesso trascurato dall’agricoltura moderna.
Campi di salvataggio e Musei della terra: le differenze
Il bando definisce due tipologie di intervento con finalità distinte ma complementari. Il Campo di Salvataggio possiede una funzione prevalentemente scientifica, focalizzata sul recupero e la salvaguardia degli esemplari antichi. Sebbene il suo scopo primario sia la conservazione, può includere anche aree di fruizione purché coerenti con la finalità scientifica. Il Museo della Terra, al contrario, è concepito come uno spazio aperto al pubblico, strutturato secondo criteri di affinità botanica e corredato di percorsi didattici. Esso si rivolge a studenti, cittadini e visitatori interessati a conoscere e approfondire attivamente il tema della biodiversità.
Requisiti progettuali e investimenti ammessi
La proposta progettuale ammette investimenti materiali necessari per l’effettiva realizzazione dei campi o dei musei. Questi includono la sistemazione del terreno, la realizzazione di recinzioni, la creazione di tracciati e percorsi, l’acquisto e la messa a dimora degli esemplari antichi, l’installazione di segnaletica e l’adeguamento di locali per funzioni specifiche. Sono ammessi anche l’acquisto di impianti e attrezzature, nonché l’acquisizione di apparecchiature e servizi specialistici per supportare le attività scientifiche, didattiche e la pubblica fruizione. Una condizione fondamentale per la partecipazione è che i progetti debbano prevedere un investimento su una superficie minima di 5.000 metri quadrati.
Soggetti ammessi e scadenza
Possono presentare domanda enti locali, aziende agricole, associazioni ambientaliste, culturali e sociali, e anche aggregazioni composte dagli stessi soggetti. Tutti i proponenti devono appartenere all’area SNAI “Versante Ionico Serre”, che comprende i comuni di Badolato, Guardavalle, Isca sullo Jonio, Sant’Andrea Apostolo dello Jonio, Santa Caterina dello Ionio, Bivongi, Camini, Monasterace, Pazzano, Riace, Stilo , Fabrizia, Mongiana e Serra San Bruno. I termini per la partecipazione al bando scadono improrogabilmente il 19 dicembre 2025.
Il bando rappresenta un’opportunità significativa per promuovere la biodiversità, rafforzare il legame con la tradizione agricola locale e creare spazi innovativi dedicati alla conoscenza, alla tutela e alla fruizione del patrimonio naturale del territorio coinvolto.




























