Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vibo ha emesso un’ordinanza interdittiva a carico della società guidata da un noto imprenditore locale del settore turistico-ricettivo, nonché commercialista, a cui si contesta l’indebita percezione di erogazioni pubbliche tramite l’impiego di crediti d’imposta ritenuti inesistenti. L’intervento cautelare mira a scongiurare in modo concreto il pericolo di reiterazione del reato contestato.

Strutture fantasma e guadagni reali: presunta frode. Sequestro da 8,5 milioni
Il maxisequestro milionario
L’operazione si ricollega alla complessa attività investigativa che già il 2 luglio scorso aveva portato ad un maxi sequestro preventivo. Allora, la Guardia di Finanza avevano posto i sigilli a beni per un valore complessivo di oltre 8,5 milioni di euro, riconducibili direttamente all’indagato e alle diverse entità economiche da lui gestite.
La misura di oggi è stata applicata ai sensi del Decreto Legislativo 231/2001 per impedire che la struttura aziendale possa proseguire le proprie attività commerciali o essere ulteriormente utilizzata per conseguire presunti vantaggi illegittimi di natura fiscale a danno dello Stato.




























