La Calabria sale al 58,2% (+3,4% sul 2023), ma resta sotto la media nazionale del 67,7% (dati Arpacal 2024). Progressi positivi, ma persiste il gap infrastrutturale e territoriale, come emerso dall’ottava edizione Ecoforum organizzata da Legambiente e Comuni Ricicloni. “Esistono eccellenze, ma la regione sconta ritardi strutturali, mancanza di impianti circolari e disuguaglianze territoriali. Serve ridurre i rifiuti alla fonte e investire in economia circolare per ambiente, salute e occupazione green” commenta Anna Parretta, presidente Legambiente Calabria.
I Comuni Rifiuti Free
Sono 55 i Comuni premiati per RD ≥65% e secco residuo ≤75 kg/ab/anno (focus su prevenzione): 1° Soveria Simeri (CZ, 1.441 ab.): 88,5% RD, 33,2 kg secco; 2° Gimigliano (CZ, 2.947 ab.): 88,7% RD, 35,4 kg secco; 3° Cleto (CS, 1.277 ab.): 85,3% RD, 40 kg secco. Province: Cosenza 32, Catanzaro 13, Vibo 7, Reggio 3, Crotone 0. Nei Parchi solo 17 su 114 Comuni virtuosi.
Criticità e soluzioni
La mancanza impianti costringe esportazione rifiuti differenziati (costi alti). Necessarie bonifiche, contrasto illegalità e transizione circolare entro fine Pnrr 2026.
Andrea Minutolo di Legambiente nazionale, chiosa: “La Calabria poteva sfruttare il Pnrr per colmare ritardi da discariche/inceneritori. Servono impianti per RD di qualità”.
All’evento hanno preso parte l’ assessore all’ambiente Antonio Montuoro, sindaci ed esperti (Siviglia, Iannone, Fiorita, Sicilia, Dragonetto, Nicoletti). Un passo avanti, ma serve accelerazione per economia circolare e resilienza climatica.





























