L’associazione Naima, per la quindicesima volta, riporta a Reggio Calabria le note e i colori del jazz, sia italiano che internazionale. Il festival, denominato “Reggio in Jazz“, ideato e realizzato dall’associazione culturale presieduta da Peppe Tuffo, animerà il palco del CineTeatro Odeon in tre serate, distribuite tra ottobre e novembre. Quest’anno, la rassegna si svolgerà in un arco di tempo più esteso, offrendo al pubblico tre appuntamenti distinti anziché concentrati in un unico weekend.
Il programma degli eventi
Il festival si aprirà sabato 4 ottobre alle ore 21 al CineTeatro Odeon. Protagonisti della serata inaugurale saranno il sassofonista e clarinettista di Chicago Chico Freeman e il pianista romano Antonio Faraò, che renderanno omaggio a John Coltrane.
Sul palco, insieme a loro, saliranno Tommaso Scannapieco al contrabbasso e Lorenzo Tucci alla batteria, creando un’atmosfera che rievocherà i locali jazz americani degli anni ’50 e ’60.
La seconda serata, il 9 novembre, vedrà l’esibizione del Luca Aquino 4et, con Luca Aquino alla tromba, Giovanni Francesca alla chitarra, Marco Bardoscia al basso e contrabbasso e Gianluca Brugnano alla batteria. La performance promette di esplorare ogni sfumatura del suono in modo puro, senza artifici.
La serata conclusiva
Il festival si concluderà sabato 29 novembre. Dopo la performance del reggino Fortunato Trefiletti, il palco sarà di Simona Molinari con il suo “Kairos Tour”.
L’artista sarà accompagnata da Claudio Filippini al pianoforte, Egidio Marchitelli alle chitarre, Nicola Di Camillo al basso elettrico e Fabio Colella alla batteria.
La performance di Molinari trasporterà il pubblico in un viaggio attraverso “le tante… stanze della vita”, esplorando emozioni come l’innamoramento, il disincanto, gli inganni e le passioni.
Arte, musica, umanità
Il festival rappresenta un’occasione imperdibile per gli appassionati del jazz e non solo, offrendo un’esperienza di “Arte, Musica, Umanità”, come suggeriva il filosofo rumeno E.M. Cioran, che si chiedeva: “perché frequentare Platone, quando un sassofono può farci intravedere altrettanto bene un altro mondo?”.




























