Ricordato a Campo Calabro Antonio Scopelliti, giudice ucciso 25 anni fa

in Senza categoriaprovincia di Reggio Calabria
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Ricorre oggi il 25esimo anniversario dell’assassinio del magistrato reggino Antonino Scopelliti, ribattezzato il “giudice solo”.

Scopelliti, tornato in Calabria per le vacanze, venne intercettato dai suoi assassini mentre, a bordo della sua automobile, rientrava in paese dopo avere trascorso la giornata al mare. L’agguato avvenne all’altezza di una curva, poco prima del rettilineo che immette nell’abitato di Campo Calabro. Gli assassini, almeno due persone a bordo di una moto, appostati lungo la strada, spararono con fucili calibro 12 caricati a pallettoni. La morte del magistrato, colpito con due colpi alla testa esplosi in rapida successione, fu istantanea. L’automobile, priva di controllo, finì in un terrapieno.

Secondo i pentiti della ‘ndrangheta Giacomo Lauro e Filippo Barreca, sarebbe stata la cupola di Cosa Nostra siciliana a chiedere alla ‘ndrangheta di uccidere Scopelliti, che, in cambio del ”favore” ricevuto, sarebbe intervenuta per fare cessare la ”guerra di mafia” che si protraeva a Reggio Calabria dall’ottobre 1995, quando fu assassinato il boss Paolo De Stefano.

Nel 2001, la Corte d’ Assise d’Appello di Reggio Calabria assolve Bernardo Provenzano, Giuseppe e Filippo Graviano, Raffaele Ganci, Giuseppe Farinella, Antonino Giuffre’ e Benenetto Santapaola dall’accusa di essere stati i mandanti. L’omicidio Scopelliti comunque rimane impunito.

Oggi, in questo importante anniversario, il magistrato è stato commemorato nel corso di una cerimonia tenuta a Piale, frazione di Campo Calabro, alla presenza della figlia del magistrato, la deputata Rosanna Scopelliti; del ministro per gli affari regionali, Enrico Costa, del sottosegretario al ministero dell’università’ e della ricerca, Davide Faraone, del sottosegretario per i Beni e le Attività culturali Dorina Bianchi, del comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, generale Tullio Del Sette, e delle più alte autorità locali.

Il ministro Costa ha sottolineato il “bisogno della memoria” per “toccare con mano – ha detto – i sacrifici che hanno consentito al nostro Paese di avere delle radici forti. Questo ci consente di essere vicini ed apprezzare il lavoro di tanti servitori dello Stato, che svolgono il loro lavoro silenziosamente e che riescono a farlo con grandi risultati, magari in modo non appariscente”.

Il sottosegretario Faraone ha esaltato il duplice valore della memoria, “non solo come ricordo del sacrificio dei servitori dello Stato, ma anche come testimonianza alle generazioni future. La scuola – ha detto – deve proseguire il percorso di costruzione delle coscienze”. “Il giudice Scopelliti – ha affermato il sottosegretario Bianchi – era un uomo coraggioso, libero e onesto che e’ diventato eroe perche’ ha affrontato a testa alta la ‘ndrangheta, ha detto no alla corruzione e ha continuato con abnegazione il suo lavoro per affermare la legalità”.

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