Ricordo della Shoah a Rende: dialogo contro l’odio

in Attualitàprovincia di Cosenza
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A Rende si è tenuto un emozionante incontro dedicato alla memoria della Shoah, con interventi che hanno unito storia, fede e impegno civile per combattere ogni forma di intolleranza.

Evento nel Centro Storico

Al cinema Santa Chiara, l’evento “Shoah – Un ricordo dal cuore di Rende” ha raccolto cittadini, esperti e rappresentanti istituzionali. Hanno parlato Don Fabio De Santis, direttore dell’Ufficio Ecumenico e del Dialogo Interreligioso dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, lo storico Francesco Salerno e il dottor Roque Pugliese, delegato per il Meridione della Comunità Ebraica di Napoli.

La consigliera comunale Marinella Castiglione, delegata al Centro Storico, ha aperto i lavori sottolineando: “Parlare di Shoah è un dovere morale, perché richiama un’epoca in cui l’odio ha abbattuto ogni confine umano”. Il vicesindaco Fabio Liparoti ha aggiunto che l’iniziativa rientra in un ciclo di eventi per favorire il dialogo tra religioni, citando un recente convegno sul Concilio di Nicea con l’Eparchia di Lungro.

Radici Ebraiche

La location nel Centro Storico non è casuale. Francesco Salerno ha ricordato come Rende ospitasse una delle comunità ebraiche più antiche di Calabria, con tracce nel quartiere della Giudecca, vicino alla Postèrola e a rioni come la Ruga di Sant’Antonio e di San Nicola. Questi nomi derivano proprio dall’eredità ebraica, tra i primi insediamenti post-diaspora in Europa.

Gli ebrei furono espulsi dalla Calabria su ordine dei reali di Spagna, ma trovarono solidarietà tra gli arbëreshë, comunità albanese locale che diede rifugio a molti, come ha raccontato Pugliese.

Orrori della medicina nazista

Ospite d’onore, Roque Pugliese ha focalizzato l’attenzione sulla medicina nazista nei campi di concentramento, oltre al noto Josef Mengele. Ha rievocato il tragico destino di Sergio De Simone, bambino napoletano di origine ebraica, vittima degli esperimenti del medico Kurt Heissmeyer.

“Non fu solo opera di singoli fanatici”, ha spiegato Pugliese. “Nacque da una deriva culturale europea, dal positivismo che elevò la scienza a idolo assoluto, sacrificando la dignità umana. Shoah fu il culmine di eugenetica, segregazione razziale e persecuzioni ideologiche, per uniformare l’umanità a un solo modello”.

Don Fabio De Santis ha concluso proponendo il dialogo tra culture e fedi come antidoto: “Ecumenismo e fratellanza universale ci arricchiscono tutti”. L’evento, organizzato dall’Amministrazione comunale di Rende, rafforza l’impegno locale contro l’odio, radicato nella storia millenaria della città.

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