Da tempo il dibattito sulla salute in Calabria si concentra sulla necessità di un approccio strutturale. Secondo il consigliere regionale Enzo Bruno e l’ex direttore sanitario del Pugliese Ciaccio, Lino Puzzonia, la sanità catanzarese deve essere affrontata come una questione di sistema. L’obiettivo non è più l’impiego di cemento e mattoni, ritenuti superflui se non per casi marginali, ma l’investimento massiccio in tecnologia e accoglienza alberghiera.
Convergenze politiche
In questo contesto, secondo Bruno e Puzzonia, il Pugliese Ciaccio rimarrebbe una risorsa fondamentale per la riorganizzazione dell’azienda Dulbecco, “lontano da ipotesi che lo vorrebbero trasformato in casa dello studente o casa di comunità”.
Un segnale positivo arriverebbe dalla recente sintonia di vedute con il vice sindaco di Catanzaro, Giusy Iemma. Gli esponenti sottolineano come le posizioni della delegata alla sanità della giunta Fiorita siano in linea con la necessità di dedicare risorse all’innovazione.
L’auspicio espresso da Enzo Bruno e Lino Puzzonia è che anche il Partito Democratico possa ora ritrovarsi unito su queste proposte, il che permetterebbe alle opposizioni regionali di confrontarsi su un tavolo comune per delineare una strategia di medio e lungo termine finalizzata al reale rilancio della sanità territoriale.
Una rete moderna
La proposta punta alla creazione di una rete ospedaliera snella, composta da poche ma qualificate strutture avanzate. Tali centri dovrebbero essere punti di riferimento professionale e tecnologico, capaci di attrarre talenti e garantire una capacità formativa d’eccellenza, con l’Aou di Catanzaro come perno centrale.
“È solo con questo approccio intellettuale che possiamo provare a trovare una via di uscita a un grottesco commissariamento e ad un piano di rientro che durano ormai da 16 anni” affermano i due firmatari. Per Bruno e Puzzonia, il problema non si risolve con il reclutamento di medici stranieri in deroga alle leggi o con assetti istituzionali differenti.
Dialogo e legittimità
Il confronto resta aperto anche sull’utilizzo dei medici pensionati, misura votata in consiglio regionale pur non essendo ritenuta perfettamente in linea con la legittimità.
Tuttavia, la critica si sposta sulla gestione del potere: ci si aspetta che il presidente e commissario Roberto Occhiuto dimostri disponibilità all’ascolto “anziché limitarsi a imporre decisioni”.
La sanità moderna richiede infatti “collaborazione e una visione che metta al centro i diritti del cittadino, superando le logiche di emergenza che hanno caratterizzato l’ultimo decennio”.




























