Le organizzazioni sindacali Fsi-Usae, Nursing Up e Usb hanno proclamato lo stato di agitazione del personale dei Pronto Soccorso della Calabria, inclusi gli operatori del Servizio di Emergenza-Urgenza Territoriale 118 e dei reparti ostetrico-ginecologici e pediatrici. Contestualmente è stata inviata una richiesta formale al Prefetto di Catanzaro per avviare la procedura di raffreddamento e conciliazione prevista dalla legge 146 del 1990.

I motivi della mobilitazione
Alla base dello scontro c’è l’intesa del 25 giugno scorso tra il Dipartimento Tutela della Salute e Servizi Sanitari e le sigle Cisl, Fials e Nursind, accordo che ha escluso importanti fasce di lavoratori dall’indennità specifica.
Una decisione che, spiegano i promotori, “cancella quanto era stato riconosciuto dall’accordo regionale del 15 febbraio 2024, sottoscritto all’unanimità da tutte le sigle firmatarie del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, e che pone la Calabria in netta controtendenza rispetto alla quasi totalità delle altre Regioni italiane”.

Le carenze e i rischi operativi
L’esclusione dall’indennità economica è soltanto uno dei tasselli di una sofferenza ben più strutturale. Le rappresentanze dei lavoratori denunciano turni stremanti e un sistema al collasso, segnato da una cronica carenza di organico, postazioni sguarnite ed equipaggi spesso incompleti.
Particolarmente critico appare lo stato delle ambulanze, ritenute obsolete e non conformi alle direttive tecniche Uni En 1789:2020. I soccorritori si trovano a operare su mezzi sprovvisti di strumenti di soccorso avanzato cruciali quali ventilatori polmonari, pompe infusionali, sistemi di capnografia e dispositivi per l’accesso intraosseo.
A questo quadro si sommano la scarsità dei dispositivi di protezione individuale, l’assenza di linee guida uniformi e la mancanza di formazione continua.
Una drammatica carenza logistica e organizzativa, ribadiscono le sigle, che “espone quotidianamente lavoratori e cittadini a rischi non più sostenibili, compromettendo la qualità dell’assistenza, aumentando il rischio clinico e mettendo seriamente in discussione il diritto alla salute della popolazione calabrese”.

La richiesta di un tavolo regionale
I sindacati chiedono con forza la convocazione urgente di un confronto con la giunta regionale per riassegnare l’indennità di Pronto Soccorso a tutti i professionisti esclusi, garantire gli standard operativi del 118, ammodernare il parco veicolare con dotazioni tecnologiche idonee e distribuire i presidi di protezione.
In assenza di risposte rapide e risolutive, i rappresentanti dei lavoratori sono pronti a inasprire la protesta “fino alla proclamazione dello sciopero nel rispetto della normativa vigente sui servizi pubblici essenziali”.




























