Fresco dell’importante risultato ottenuto appena ieri, cioè quello della fine del lungo periodo di commissariamento della sanità calabrese, il governatore Roberto Occhiuto punta ora ad un altro rilevante obiettivo: uscire dal piano di rientro, una spada di Damocle che pesa prepotentemente sulla qualità ed efficienza del comparto certamente più rilevante dell’intera regione.

Svolta per la Calabria: addio al commissariamento della sanità
“Una pagina storica”
“Dopo 17 anni, finalmente, la Calabria non è più sottoposta al commissariamento” ed è “oggettivo che sia una pagina storica”, sbotta Occhiuto parlando stamani coi giornalisti, convocati in Cittadella qualche minuto dopo aver appreso la “lieta novella”.
Notizia arrivata nel pomeriggio di giovedì a margine del Consiglio dei Ministri che, in tal senso, ha accolto la proposta avanzata dal ministro degli affari regionali e le autonomie nel governo Meloni, Roberto Calderoli, sugellata dal parere favorevole dei suoi colleghi all’Economia, Giancarlo Giorgetti, e alla Salute, Orazio Schillaci.

“Scadenze? Non ne do”
“Ringrazio tutti quelli che hanno lavorato a questo risultato nel corso degli anni” ha aggiunto il presidente della Giunta regionale, sottolineando appunto che il prossimo gol debba essere proprio l’uscita dal piano di rientro.
“Scadenze? Per scaramanzia non ne do” ha poi ripreso Occhiuto, dicendosi comunque convinto del raggiungimento dello scopo sotto entro la sua presidenza.
“Il piano di rientro – ha poi sottolineato – prevede il rafforzamento delle azioni per quanto riguarda i Lea sulla prevenzione, con il passaggio da due macrolivelli Lea in verde a tre”.

Le risorse in bilancio
È previsto anche il raggiungimento del pareggio di bilancio nel corso del triennio ma su questo il governatore si dice ottimista: “abbiamo molte risorse accantonate che, finora, non ci hanno fatto utilizzare”.
Si tratterebbe di risorse che in un regime di commissariamento e anche, in qualche modo, di piano di rientro, rimangono accantonate nel bilancio della Sanità ma che, invece, “potrebbero essere utilmente utilizzate per rafforzare il sistema sanitario”.
“L’obiettivo è continuare l’interlocuzione con i tecnici dei ministeri però, questa volta, da una condizione di maggiore forza”, ha concluso Occhiuto.































