Sanità. Traguardo storico in Calabria: dimessa prima paziente curata con le Car-T

in Saluteprovincia di Reggio Calabria
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Una pagina inedita si apre oggi nella storia della sanità della Calabria. Il Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria ha infatti dimesso con successo la prima paziente sottoposta alla terapia avanzata con Car-T Ciltacel per il trattamento del Mieloma Multiplo, una forma di tumore del sangue che colpisce le plasmacellule del midollo osseo. Un eccezionale risultato che posiziona la struttura come primo centro in assoluto del Centro-Sud Italia e quarto nel Paese a somministrare tale cura innovativa. Prima del nosocomio reggino, solo il Policlinico di Bologna, l’Istituto Nazionale Tumori e l’Humanitas Research Hospital di Milano avevano completato questa complessa procedura a livello nazionale.

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La terapia oncologica

La terapia cellulare rappresenta una delle frontiere più avanzate dell’immunoterapia oncologica moderna. Nel caso specifico del Ciltacabtagene autoleucel, comunemente abbreviato in Ciltacel, il processo medico prevede il prelievo dei linfociti T della persona malata e la loro successiva riprogrammazione genetica in laboratorio.

Questo intervento serve a riconoscere l’antigene Bcma espresso dalle cellule del mieloma prima della reinfusione. Le cellule così modificate si trasformano in cacciatori specifici dei tumori, offrendo risposte durature anche in soggetti con patologie recidivanti o refrattarie ai trattamenti convenzionali.

La procedura richiede un’organizzazione altamente specializzata, che va dalla leucoaferesi alla gestione della tossicità post-infusionale e della neurotossicità.

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Eccellenza sul territorio

Il Centro di Ematologia e Trapianto di Midollo Osseo della struttura, diretto da Massimo Martino, non è nuovo a traguardi di rilievo. In oltre trenta anni di attività ha eseguito circa 4mila trapianti di cellule staminali ematopoietiche autologhi e allogenici, posizionandosi tra i centri più attivi del meridione.

Dal 2020 a oggi ha effettuato oltre 100 procedure per diverse indicazioni ematologiche. La struttura dispone di un’unità di terapia intensiva ematologica e di laboratori all’avanguardia per la lavorazione delle cellule staminali, guidati dal personale dedito all’aferesi afferente al Servizio Immuno Trasfusionale diretto da Alfonso Trimarchi.

L’équipe multidisciplinare comprende farmacisti, neurologi, infettivologi, radiologi, cardiologi, chirurghi e rianimatori.

Benefici per il Mezzogiorno

Il successo di questa prima procedura non è soltanto un primato clinico isolato, ma assume un significato profondo per l’intero territorio.

I pazienti residenti in Calabria e nelle altre regioni meridionali potranno accedere a questa terapia salvavita senza dover affrontare viaggi estenuanti verso il nord.

Si registrano evidenti benefici sulla qualità della vita e una netta riduzione dei costi legati alla migrazione sanitaria. “Questo risultato è il frutto del lavoro di un’intera squadra” dichiara con orgoglio il direttore Massimo Martino, che elogia anche la direzione strategica guidata dal commissario straordinario Tiziana Frittelli.

“Ogni procedura richiede un coordinamento perfetto tra decine di professionisti. Dimostriamo che l’eccellenza medica non ha confini geografici.”

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