Una delegazione dell’Unione Sindacale di Base ha fatto visita ai cittadini del comitato a tutela della salute in presidio permanente davanti all’ospedale di Polistena. L’organizzazione ha espresso pieno sostegno alla mobilitazione, definendo la battaglia per il diritto alla salute come una necessità imprescindibile per gli abitanti della Piana di Gioia Tauro. La denuncia riguarda il progressivo svuotamento dei reparti e l’insufficienza cronica di personale che da anni colpisce la struttura.
L’allarme per il reparto di Anestesia
La preoccupazione principale riguarda il decreto Milleproroghe 2026 approvato dal Governo, che impedisce il richiamo in servizio dei medici in pensione. Questa norma mette a rischio la sopravvivenza del reparto di Anestesia e Rianimazione, elemento vitale per garantire gli interventi chirurgici e le emergenze. Senza questo presidio, l’intero ospedale Santa Maria degli Ungheresi rischierebbe una definitiva paralisi operativa, trasformando l’attuale crisi in un’agonia istituzionale.
Sanità pubblica contro interessi privati
Usb sottolinea che, sebbene il ritorno dei medici in quiescenza sia solo una soluzione temporanea, è fondamentale per evitare la chiusura immediata. La critica politica si sposta poi sulla gestione dei fondi, contestando lo sversamento di denaro pubblico verso la sanità privata. Secondo il sindacato, le risorse devono essere destinate esclusivamente al rafforzamento del sistema pubblico, combattendo i gruppi di interesse che traggono profitto dallo smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale.
Unità nella lotta territoriale
La protesta di Polistena viene vista come un simbolo per tutta la Calabria e per le fasce popolari che rifiutano di rinunciare alle cure. L’impegno dell’Unione Sindacale di Base proseguirà al fianco dei manifestanti per difendere un modello di sanità universale e gratuito. La vertenza punta a ottenere assunzioni stabili e una programmazione seria che metta fine alla gestione emergenziale del territorio.




























