Il 4 febbraio ha preso il via a Reggio Calabria la prima edizione del Calabrie Fes Festival – Pensiero in movimento dal Sud. L’iniziativa, promossa dall’Osservatorio Da Sud insieme a Spazio Open, Med Media e il quotidiano Cult, si configura come un laboratorio permanente per interrogare il presente e immaginare il futuro partendo dal Mezzogiorno. Il portavoce Gianni Votano ha spiegato che il progetto non resterà confinato nel territorio calabrese, ma intende offrire strumenti di lettura globali attraverso tre sessioni annuali: Filosofia, economia e storia (da cui l’acronimo Fes).
La storia geologica e il sisma del 1783
La sessione d’apertura, dedicata alla Storia, è stata inaugurata da Gino Mirocle Crisci, già rettore dell’Università della Calabria. L’intervento ha analizzato il terremoto del 1783 come uno spartiacque definitivo per la regione. Gino Mirocle Crisci ha illustrato la complessità del mosaico geologico calabrese, dove blocchi di crosta terrestre si sollevano a velocità differenti accumulando energia. Questo fenomeno, pur essendo causa di eventi sismici ciclici, ha generato paesaggi unici come le fiumare e il “piano calabriano”. Il docente ha sottolineato come la catastrofe del 1783, seguita da epidemie e frane, abbia segnato l’inizio di una crisi da cui la regione non si è mai pienamente ripresa, rimarcando l’importanza della prevenzione tecnologica.
Performance poetica di Daniel Cundari
Alla precisione scientifica è seguita la forza della parola con Daniel Cundari, poeta e fondatore della Piccola Biblioteca di Cuti. Nella sua performance “Una catastrofe psicocosmica e la parola tellurica”, Daniel Cundari ha esplorato la memoria del sisma attraverso un linguaggio fisico ed emotivo. Citando autori come Ibico di Reggio Calabria e Federico García Lorca, il performer ha trasformato il dramma delle macerie in una riflessione sulla fragilità umana e sulla resistenza. La sua esibizione si è conclusa con un’ode a Reggio Calabria, descritta come una città bellissima e fragile, simbolo di un’appartenenza che sopravvive a ogni cataclisma.
Conclusione della prima sessione
I lavori della prima parte del festival si chiudono oggi, 5 febbraio, presso lo Spazio Open con l’intervento della storica Maria Barillà. Allieva di Angelo D’Orsi e collaboratrice di studiosi come Antonio Nicaso e Nicola Gratteri, la studiosa analizzerà i terremoti del 1783 tra aspirazioni riformistiche e persistenze storiche. Dopo questa sessione invernale, il Calabrie Fes Festival tornerà con i segmenti dedicati alla Filosofia (giugno 2026) e all’Economia (settembre 2026), continuando il suo percorso di sperimentazione culturale e dialogo con il territorio.































