La proposta di fissare un tetto alla presenza di studenti stranieri nelle classi non risolve le criticità dell’integrazione scolastica. Ad affermarlo è Luca Scrivano, Segretario Generale della Uil Scuola Calabria, in linea con il segretario nazionale Giuseppe D’Aprile. In una regione caratterizzata da piccoli centri e plessi già penalizzati dal dimensionamento scolastico, imporre limiti rigidi rischierebbe solo di costringere le famiglie a complessi spostamenti, favorendo la dispersione anziché l’inclusione.
L’emergenza organico e risorse
Il problema principale risiede nella carenza di strumenti dedicati. La classe di concorso A-23 per l’insegnamento dell’italiano agli stranieri conta appena mille docenti su tutto il territorio nazionale, risultando quasi assente nelle scuole calabresi. Di conseguenza, l’alfabetizzazione linguistica finisce per gravare sui Cpia e sulla buona volontà degli insegnanti di ruolo, sprovvisti di risorse fisse, formazione adeguata e ore specifiche.
Le richieste del sindacato
Per garantire un’accoglienza efficace, la Uil Scuola Calabria chiede interventi strutturali: il potenziamento dei docenti A-23, la riduzione del numero di alunni per classe, l’inserimento stabile di mediatori culturali e corsi continui di italiano L2. Servono inoltre investimenti nella formazione del personale e nel rafforzamento dei Cpia. L’integrazione, evidenzia Scrivano, non si ottiene fissando percentuali, ma garantendo risorse e continuità a una scuola pubblica capace di accogliere.






























