Il nuovo anno scolastico prende il via in provincia di Cosenza, ma insieme al suono della prima campanella si ripresentano i nodi irrisolti del sistema formativo. Non si tratta soltanto di aprire i portoni degli istituti, quanto di affrontare problemi complessi come il precariato, l’edilizia insicura e i servizi carenti. A richiamare l’attenzione delle istituzioni su questi temi sono Michele Sapia, segretario generale della Ust Cisl bruzia, ed Enzo Groccia, segretario generale di Cisl Scuola. I due dirigenti chiedono una svolta concreta e una visione di lungo periodo per trasformare la scuola cosentina in un punto di forza del territorio.

Stabilità e sicurezza negli istituti
Garantire la presenza di insegnanti e personale qualificato fin dai primi giorni di lezione è la condizione principale per assicurare la continuità didattica.
“Agli studenti, alle famiglie e a tutto il personale rivolgiamo un sincero augurio di buon anno scolastico” dichiarano Sapia e Groccia, aggiungendo però che “una scuola di qualità ha bisogno di personale adeguato, stabilità, strutture sicure, servizi efficienti e programmazione”.
Oltre alla stabilizzazione dei lavoratori per superare l’incertezza, il sindacato sollecita un piano per l’edilizia scolastica basato su controlli periodici e manutenzioni adeguate.
Clima ed emergenza caldo in aula
Le alte temperature attese in questo periodo riportano in primo piano le conseguenze del cambiamento climatico. Le aule devono diventare ambienti vivibili e idonei all’apprendimento anche durante i picchi di calore.
La Cisl evidenzia che la climatizzazione non può restare un aspetto marginale, ma deve rientrare nella pianificazione strutturale a tutela della salute di ragazzi e personale.
Il sindacato chiede che, nel rispetto dell’autonomia delle singole scuole, vengano fornite indicazioni chiare e un coordinamento istituzionale per attuare interventi risolutivi contro le emergenze climatiche.
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Presidio contro lo spopolamento
Nelle aree interne cosentine la scuola svolge una funzione decisiva contro lo spopolamento, affrontando quotidianamente difficoltà di trasporto e viabilità.
“Le scelte sul dimensionamento non possono basarsi soltanto sui numeri, ma devono tenere conto delle caratteristiche dei territori, dei collegamenti e delle difficoltà di chi ogni giorno deve raggiungere la scuola” evidenziano ancora Michele Sapia ed Enzo Groccia.
Infine serve rafforzare il legame con l’università e il mondo del lavoro: “La scuola non può essere considerata soltanto una voce di spesa ma un investimento sul futuro, sull’inclusione e sulla lotta allo spopolamento. Servono una strategia per la scuola cosentina, risorse e tempi certi”, concludono i due sindacalisti.




























