La parola fine su una vicenda che teneva col fiato sospeso gli equilibri politici calabresi è arrivata oggi. Il Tribunale ordinario di Catanzaro ha depositato la sentenza che conferma come Sergio Ferrari possa mantenere il suo scranno di consigliere regionale. Una decisione che chiude una disputa legale nata dopo le elezioni dello scorso ottobre, quando il rappresentante di Forza Italia era risultato il primo eletto nella circoscrizione centrale.
Le ragioni della disputa
A far scattare la battaglia giudiziaria era stato un cittadino elettore, Pasquale Leone, che aveva presentato ricorso contestando una presunta incompatibilità.
Secondo l’accusa, Ferrari non si sarebbe dimesso per tempo dalla carica di presidente della Provincia di Crotone, violando così le norme che regolano l’accesso all’assemblea legislativa regionale.
Il rischio per l’esponente politico era quello di vedere annullata la propria elezione, nonostante il largo consenso ottenuto nelle urne.

La difesa vincente
Davanti ai magistrati, la strategia difensiva curata dall’avvocato Alfredo Gualtieri si è rivelata decisiva. Il legale ha dimostrato con i fatti che Sergio Ferrari aveva rimosso ogni ostacolo nei termini previsti dalla legge.
Cessando dalla carica di sindaco di Cirò Marina, era automaticamente decaduto, secondo le norme vigenti, anche dal ruolo di presidente della Provincia.
I giudici hanno rilevato che la causa di incompatibilità era stata quindi eliminata tempestivamente, rendendo il ricorso privo di fondamento.
Le spese di lite
Oltre al rigetto dell’azione legale, la sentenza ha stabilito un ulteriore punto a favore del consigliere. Poiché la notifica del ricorso era avvenuta quando la procedura di rimozione dell’incompatibilità era già ampiamente definita, il Tribunale ha condannato Pasquale Leone al pagamento delle spese di lite in favore della difesa.
Si chiude così una parentesi di incertezza, confermando la piena legittimità del mandato elettorale ricevuto da Sergio Ferrari dai cittadini calabresi.




























