In Calabria la tutela della vita e della dignità dei lavoratori deve diventare la priorità assoluta. A sostenerlo è Simone Celebre, segretario generale della Fillea Cgil Calabria, evidenziando come occorra agire con fermezza: “Così come si organizzano manifestazioni di grande rilievo per valorizzare le bellezze e le eccellenze della nostra regione, basti pensare al Vinitaly agli Scavi di Sibari, con la stessa determinazione, la stessa passione e la stessa rapidità occorre sedersi attorno ai tavoli prefettizi per affrontare e contrastare con decisione la piaga del caporalato e la drammatica catena di infortuni mortali sul lavoro“.

I tavoli istituzionali
Per contrastare il fenomeno dello sfruttamento occorre ripartire dagli organismi territoriali dedicati al coordinamento. Come sottolinea ancora Celebre, “le sedi istituzionali esistono già: si tratta delle Conferenze Provinciali Permanenti istituite presso ciascuna Prefettura, quali sedi naturali di coordinamento tra le amministrazioni dello Stato sul territorio”.
In questi organismi è fondamentale promuovere azioni condivise coinvolgendo la Regione Calabria, le organizzazioni sindacali, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, l’Inps, l’Inail, le Aziende Sanitarie Provinciali e le Forze dell’Ordine.
I numeri del dramma
I dati recenti mostrano una situazione allarmante in tutto il territorio regionale. “Dall’inizio del 2026 ad oggi, la Calabria ha già pagato un prezzo inaccettabile: 12 lavoratori hanno perso la vita sul posto di lavoro. A questa tragedia si aggiunge il dilagare del lavoro sommerso e del lavoro nero, fenomeni che stanno riemergendo con forza devastante, in particolare nel settore dell’edilizia“.
Celebre conclude ricordando che è il momento di passare dagli eventi alla responsabilità, perché il lavoro sicuro e dignitoso è la più grande eccellenza che una regione possa rivendicare.



























